Sabato 27 aprile 2019 - ore 18

Palazzo Crova, Nizza Monferrato

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Le esigenze del cliente

di: Mauro Ardissone

Intervista di Laurana Lajolo a Mauro Ardissone

La tua attività commerciale, Marchia di corso Alfieri ad Asti, qualifica notevolmente il commercio nel centro storico, piuttosto affollato da marchi in franchising, outlet o negozi chiusi. Quali scelte merceologiche hai fatto?

“Marchia” era una cartoleria che riforniva la città e la provincia, ma quando sono subentrati nel settore la grande distribuzione e l’e-commerce, abbiamo dovuto necessariamente variare l’attitudine commerciale. Abbiamo ristrutturato i locali e abbiamo privilegiato le idee regalo, le idee di consumo qualificato e poi ho realizzato anche il mio sogno di aprire la libreria Mondadori.

Una soluzione vincente, vedendo i risultati in una città che ha perso la sua caratterizzazione di città-mercato per la provincia, tenuta fino agli anni Settanta, e divenuta periferica e accerchiata dai centri commerciali nelle strade di accesso. Si deve dunque percorrere altre vie?

Il commercio tradizionale non è più competitivo nei prezzi e nell’offerta a fronte dei servizi web e la grande distribuzione. Bisogna cambiare facendo nuove scelte merceologiche, mantenendo, però, la tradizione del contatto personale con il cliente, che si deve sentire accudito e gratificato dagli stessi prodotti che sono in vendita. Gli oggetti in venduti da Marchia non sono “necessari”, ma si comprano per il senso estetico e per provare piacere a possederli. Per questo puntiamo su articoli di fantasia e sui libri, oggetti di piacere. Il nostro è un concept store, cioè puntiamo sulla raffinata selezione di oggetti e su servizi di intrattenimento e di promozione personale come la lettura. Dalle rilevazioni delle abitudini di acquisto si ricava che le persone entrano nel negozio non con idee precise per un regalo e sta a chi vende indirizzarli e farli comprare con una buona accoglienza e con consigli che interpretano il gusto dell’acquirente.

Mi sembra che in città non ci siano molti esempi in questa direzione. Tu hai una lunga esperienza come dirigente della Confesercenti astigiana. Si può invertire la tendenza dell’attuale impoverimento commerciale e in che modo?

E’ vero il commercio cittadino si è aggiornato poco. Dal negozio di famiglia si è passati al franchising, dimostrando una debolezza strategica e la tendenza a subire il cambiamento e non a intervenire attivamente, adeguando l’offerta commerciale alle nuove attitudini del mercato e alle nuove esigenze del cliente. I marchi in franchising aprono il negozio per estendere la loro visibilità sul territorio e poi si affidano molto agli acquisti on line. Non si radicano sul territorio, aprono e chiudono con facilità, a seconda delle condizioni economiche. Da molti anni la città non si è dotata di un piano commerciale con un’ampia pedonalizzazione per aiutare il piccolo commercio così da formare un centro commerciale naturale, di cui abbiamo parlato a lungo, ma nessuna amministrazione comunale ha realizzato. Eppure questa è la direzione giusta anche per assecondare i flussi turistici che sono in crescita. Soprattutto i turisti stranieri apprezzano molto il nostro centro storico, ma non si danno molte indicazioni per percorrerlo e trovare negozi adeguati alle richieste.

 

 

 

Tags: libri, commercio, oggettistica

 


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