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Isola di Soqotra - (Yemen)

di: Sergio Ardissone, fotografo

Soqotra è un’isola misteriosa, persa tra l’Oceano Indiano e il Mare Arabico, appartiene allo Yemen ma è a due passi dalla Somalia.

A Soqotra un’antica leggenda narra che una nobildonna di Herat, in Siria, ammalata gravemente, tentò ogni cura invano. Un indovino disse allo sposo della donna che l’unico modo per guarirla sarebbe stato quello di cercare un’isola nel Mare Arabico, raccogliere le bacche di ogni pianta che vi  fosse cresciuta e somministrarle alla moglie. Vi era però un problema, sull’isola viveva un enorme e feroce dragone alato che la difendeva da chiunque tentasse di sbarcarvi. L’uomo trovò l’isola e vi sbarcò, il dragone come previsto arrivò e tra i due si svolse una lotta cruenta. Colpito a morte, il mostro si alzò in volo, dalle sue ferite il sangue cadde sull’isola e da ogni goccia nacque un arbusto dalle strane forme che venne chiamato “sangue di drago”; ancora oggi, incidendone la corteccia, ne fuoriesce un liquido rosso come il sangue.

Soqotra mi è parsa un’ambiente intatto in cui l’uomo è poco più di una comparsa, un Paradiso Terrestre! A Qalansia, punta orientale dell’isola, una laguna immensa mi divide dall’Oceano Indiano; salgo in alto ad osservare uno splendido tramonto!

2007

 

Shaharah - (Yemen)

di: Sergio Ardissone, fotografo

Raggiungere il villaggio di Shaharah, arroccato sulle montagne dello Yemen settentrionale, è sempre stata un’impresa ardua, soprattutto per la bellicosità dei suoi abitanti armati fino ai denti.

Nel 1996 riuscii a raggiungerlo e dopo un avvicinamento impossibile mi ritrovai sulla piccola piazza del villaggio. Mi avviai tra le case in pietra, gli sguardi che incrociavo erano truci, senza sorrisi e gesti di ospitalità, mi sentivo a disagio; le costruzioni erano abbarbicate alla montagna, talvolta dalle finestre ombre sfuggenti mi lanciavano occhiate curiose, ma appena alzavo lo sguardo improvvisamente si dileguavano.

Mi si avvicinò un pickup, sul cassone uomini armati di khalasnikov mi osservarono, senza rendermi conto dell’eventuale rischio alzai la fotocamera e scattai quest’immagine all’uomo più vicino che,  inaspettatamente, mi sorrise inorgoglito.

1996

 

Coppia Apatani – Arunachal Pradesh – (INDIA)

di: Sergio Ardissone, fotografo

Gli Apatani, animisti, adorano il sole e la luna, credono nelle presenze positive per ingraziarsi le quali fanno pubblici sacrifici. Si narra che un tempo le donne Apatani, molto belle, fossero rapite dalle vicine tribù Nishi; fu così che nei villaggi si decise di sfigurarle con tatuaggi poco attraenti e inserendo dischi di legno nei fori nasali. Tra le case di Hong incontrai questa coppia ancora perfettamente integrata nelle tradizioni locali, con un misto di curiosità e vanità mi concessero questa immagine.

2009

 

Pasqua copta a Macallè – (ETIOPIA)

di: Sergio Ardissone, fotografo

E’ la vigilia di Pasqua e, in Etiopia, la festività copto-ortodossa si festeggia alcuni giorni più tardi rispetto a quella cattolica.

Non c’è luogo più ideale di Macallè, cittadina posta tra le aspre montagne dell’altopiano, per ammirare i festeggiamenti pasquali. Vicino alle chiese vedo centinaia di fedeli e, in particolare, molte donne avvolte nei loro scialli di cotone bianco. Molti sono inginocchiati all’interno delle chiese, altri appoggiati alle pareti, tutti pregano in silenzio mentre il sacerdote mostra con orgoglio la pesante croce in oro massiccio. Rimango ore ad osservare quei visi profondamente assorti in meditazione.

2001

 

Monaca (BIRMANIA)

di: Sergio Ardissone, fotografo

In Birmania, più che in altri paesi buddisti indocinesi, il monachesimo femminile è molto comune e grandi monasteri ospitano centinaia di monache che vestono il tradizionale saio rosa. E’ comune incontrare gruppi di monache intente alla questua giornaliera durante la quale i fedeli offrono loro cibo o altri tipi di offerte. Altre volte si possono incontrare monache sole presso i templi assorte nella preghiera.

Un giorno vidi questa monaca intenta a fumare un grosso sigaro fatto di foglie di mais chiamato “cheroot”, popolare in Birmania; il tipico ombrello birmano rosso dietro di lei mi sembrò un ottimo sfondo per scattare questa immagine.

2001

 

Cratere di El Sod – (ETIOPIA)

di: Sergio Ardissone, fotografo

Il cratere vulcanico di El Sod è un catino infuocato all’interno del quale la laguna salata appare come una macchia nera tra il verde della vegetazione circostante. Gli uomini Borana, quasi nudi, vi si immergono a ripetizione per estrarvi, con lunghe pertiche, il salgemma dal fondo. Il salino ne cuoce la pelle e il fondo cristallino ne ferisce il corpo, si proteggono le narici con grossolani tamponi che deformano i loro visi. Un lavoro infernale!

Riuscii a scattare quest’unica foto ad un uomo appena emerso dalla laguna.

2015

 

Lhasa (TIBET) – Tempio di Jokhang

di: Sergio Ardissone, fotografo

Fulcro del Buddismo tibetano è da sempre il Tempio di Jokhang a Lhasa. Dopo l’invasione cinese del Tibet e la conseguente fuga del Dalai Lama in India, i Tibetani, nonostante il tentativo di “cinesizzare” la capitale ed estirpare la loro cultura, continuano a raggiungere la città ed in particolare il Tempio di Jokhang. Migliaia di fedeli buddisti ogni giorno arrivano dalle regioni più lontane del Tibet per poi concentrarsi intorno al Tempio. I fedeli circumambulano Jokhang prostrandosi a terra ad ogni passo. Raggiunta la porta di entrata si prostrano nuovamente a piedi scalzi e pregano con il rosario tra le mani.

2000

 

Italia ( Recanati) – Monaci nel palazzo

di: Sergio Ardissone, fotografo

Stavo passeggiando per le vie di Recanati quando fui colpito da un antico palazzo e dal suo portone di entrata. Mi affacciai e vidi questa immagine: due monaci francescani , nel lato opposto del cortile interno al palazzo, erano affacciati a contemplare il paesaggio circostante. Un’immagine particolare ulteriormente impreziosita dal vecchio orologio ormai fuori uso e la scritta : “Volat irreparabile tempus”.

2019

 

Rajasthan (INDIA) – Pastori Rabari al tempio

di: Sergio Ardissone, fotografo

Stavo visitando un tempio in un villaggio del Rajasthan dedicato ad uno dei tanti santoni/divinità. Al tempio, molto popolare in quella parte della regione, giungevano folle di fedeli provenienti anche da villaggi lontani. Aggirandomi tra la gente mi sono imbattuto in questo gruppetto di pastori Rabari vestiti con il classico costume bianco; di fronte all’obiettivo mi osservarono con stupore e curiosità, tutti volevano guardare quell’occidentale con la macchina fotografica. Uno scatto curioso.

2016

 

Arunachal Pradesh (INDIA)

di: Sergio Ardissone, fotografo

Lo “sciamano” di Kurunu, nell’Arunachal Pradesh indiano, mi accoglie di fronte alla sua casa; in questi villaggi lo “sciamano” occupa il posto più alto nella scala sociale, ogni paziente è disposto a qualunque sacrificio economico pur di essere curato. Veste la casacca tipica degli Idu Mishmi, le gambe e i piedi sono nudi al di sotto di un corto gonnellino, il suo sguardo fiero ed astuto fa presagire poteri occulti. Indossa un curioso copricapo in bambù e una lunga scimitarra, forse la sua arma magica quando intercede tra le preghiere degli uomini e le richieste delle divinità che spesso pretendono cruenti sacrifici animali.

Lo “sciamano” afferra due tamburi ai quali sono appesi grossi sonagli in ottone e con gli occhi chiusi, quasi in trance, percuote ritmicamente gli strumenti sussurrando frasi incomprensibili, forse intercede per me.

2010

 

Cina (Xinkiang) – Ragazzino a Kashgar

di: Sergio Ardissone, fotografo

Stavo passeggiando per le vie di Kashgar, antico mercato sulla “Via della Seta”,  alla ricerca di immagini interessanti.

Vidi questo ragazzino vestito come un adulto ma a piedi nudi e con il cappello più grande di lui: un’immagine d’altri tempi!

Il ragazzino mi guardò con un misto di curiosità e sfida, mi diede la possibilità di scattare un singolo fotogramma e poi fuggì via con gli altri ragazzi.

Agosto 1990

 

TENERIFE (Isole Canarie) - spiaggia di El médano

di: Marco Castaldo

Da troppo tempo non viaggiavo più e non mi prendevo un periodo di libertà e riflessione. Ero a Tenerife, più precisamente in una piccola località chiamata El Médano, situata sulla costa meridionale dell’isola. È considerata la zona più rilassata di Tenerife, meta bohemienne dalle spiagge perfette per praticare windsurf e kitesurf grazie alla presenza costante del vento che genera onde lunghe adatte a questo tipo di sport. Un luogo dove si possono ancora trovare personaggi tipici dei luoghi di mare dove la gente trascorre la maggior parte del proprio tempo all’aperto, al sole, al vento, sulle sinuose dune di sabbia e sulle rocce vulcaniche.

Sfumature color pastello che si mischiano con le tonalità ocra e marrone della sabbia e delle pelli abbronzate. In questi luoghi, un po’ hippy non importa come sei vestito e se lo sei, per diventare amici è sufficiente fermarsi e condividere alcuni versi di Imagine cantati sulle note strimpellate e strappate da una chitarra tra le braccia di una ragazza con la pelle bruciata dal sole e i capelli pieni di sale, ancora con la muta da surf abbassata fino alla vita e un bikini di quelli che non si vedono più da molto tempo.

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BIRMANIA – Amarapura, ponte di U-Bein

di: Sergio Ardissone, fotografo

Questo antico ponte, costruito due secoli orsono interamente in legno di “teak”, attraversa le acque del lago Taungthaman.

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TANZANIA – Ruaha N.P.

di: Sergio Ardissone, fotografo

Avevo sempre immaginato l’Africa rappresentata da un tramonto rosso fuoco alle spalle di un enorme baobab.

Mi trovavo in Tanzania, nel Parco Nazionale di Ruaha e ormai era giunta la sera, tornavo al campo dopo una faticosa giornata di safari. Improvvisamente dall’auto scorsi l’inconfondibile sagoma di un baobab isolato nella savana; mi fermai e chiesi alla mia guida di rimanere ad attendere il calar del sole.

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CANADA (Terra di Baffin) – Notte artica

di: Sergio Ardissone, fotografo

Siamo ben oltre il Circolo Polare Artico, la temperatura tocca i -35°C e in questo periodo dell’anno il buio non arriva mai. Gli Inuit montano il campo quando i cani sono ormai esausti e hanno necessità di riposare. I cani vengono slegati dalla slitta e fissati con dei cavi alla superficie ghiacciata.

E’ ormai mezzanotte e l’ultima luce solare colora di tenui rosati la superficie del pack. Ad est una pallida luna piena, timida comparsa in questo spettacolo maestoso, attende invano il buio che non verrà e le stelle che non le faranno compagnia.

Maggio 1991

 

CAMBOGIA – Monaco ad Angkor Vat

di: Sergio Ardissone, fotografo

Le rovine di Angkor ricordano la grandezza dell’antico regno Khmer che dominava gran parte dell’attuale territorio indocinese. Il tempio di Angkor Vat ne è il complesso più importante ed imponente; tra le sue mura e colonnati i fedeli buddisti continuano a esercitare la loro fede con preghiere ed offerte di fronte a piccoli tempietti.

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Piccola bambina vestita di rosso

di: Sergio Ardissone, fotografo

Piccola bimba vestita di rosso con una bambolina in mano, ti ho incontrato per un attimo nel villaggio Kirghiso sugli elevati altopiani del Pamir cinese; in quel luminoso mattino di agosto facesti capolino dalla porta della tua “yurta”, curiosa come tutti i bambini del mondo, e mi concedesti solo quello scatto prima di rientrare impaurita.

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