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RESOCONTO DEL PRIMO INCONTRO 9 OTTOBRE “Ri-leggere e ri-abitare il paesaggio”

di: a cura dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Asti.

L’incontro è stato introdotto dagli organizzatori Laurana Lajolo, presidente dell’Associazione Culturale Davide Lajolo, e Roberto Cerrato, direttore dell’Associazione Paesaggi vitivinicoli Langhe-Roero e Monferrato, che hanno illustrato la proposta del Festival per lo sviluppo sociale e economico dei paesi del Monferrato. Nella dichiarazione di Patrimonio dell’Umanità, infatti, viene registrato che il paesaggio vitivinicolo, così armonico e portatore di antichi saperi intrecciati con l’innovazione, si caratterizza per la presenza di villaggi sulla cima delle colline, castelli, chiese romaniche, cascinali, ciabot, cantine, stabilimenti vinicoli, che arricchiscono la qualità del paesaggio agricolo. Anche il Piano di Sviluppo Rurale dell’Unione Europea 2021-2026 prevede una specifica misura per promuovere lo sviluppo delle comunità rurali.

Ma, come ha sottolineato il presidente dell’Associazione Paesaggi vitivinicoli, Gianfranco Comaschi i piccolipaesi attraversano attualmente una fase difficile, perché rischiano lo svuotamento e la perdita di servizi essenziali pur essendo tasselli fondamentali per la gestione del territorio e componenti indispensabili per la qualità e l’armonia del paesaggio. Ha espresso fiducia sul sostegno e sui contributi della Regione Piemonte per sostenere il territorio Patrimonio dell’Umanità.

Il tema è stato ripreso al presidente della Provincia di Asti Paolo Lanfranco che ha interpretato il significato denso di comunità come cardine della socialità e dell’economia, e ha tenuto a sottolineare le differenze territoriali  e produttive tra zona Nord e zona Sud del Monferrato astigiano, che hanno bisogno di criteri di valutazione diversi. Ha, quindi, sottolineato la necessità di potenziare il ruolo della Provincia per affrontare problematiche complesse con strumenti di pianificazione di area vasta: gli enti locali troppo piccoli, infatti, non sono in grado di affrontare la pianificazione infrastrutturale e paesaggistica del proprio territorio, e non può che essere la Provincia l’istituzione adeguata per organizzare funzioni e servizi in rete per tali territori. Lanfranco ha, dunque, anticipato alcuni degli argomenti che saranno discussi nell’incontro del 17 ottobre sul tema “I servizi per lo sviluppo sociale ed economico dei paesi”.

Introducendo gli interventi più tecnici della giornata di lavoro, l’architetto Marco Pesce ha ricordato il contributo fornito dall’Ordine provinciale negli anni, attraverso numerose iniziative che si sono succedute tra le quali le tre edizioni di A.S.T.I. FEST – Festival dell’Architettura Astigiano, alla diffusione di idee e buone pratiche sui temi dell’ambiente, della tutela, della cura e della valorizzazione del territorio e del paesaggio, nonché alla proposta di strategie urbanistiche e paesaggistiche volte a restituire alla città di Asti il suo antico ruolo baricentrico, di capoluogo di un territorio rurale associabile all’intera Provincia. Quello tra Asti e i paesi e i borghi della Provincia è un legame storico importantissimo che negli anni si è via via attenuato, fino ad diventare quasi assente ai giorni nostri: tale fenomeno si traduce in percorsi che si recidono, reti che si sfilacciano, memorie che si perdono.

In questo quadro, ha aggiunto Pesce, diventa essenziale il ruolo dei cittadini, dei professionisti, delle comunità, dei vari soggetti che in qualche modo operano sul territorio per elaborare e concretizzare percorsi e processi di salvaguardia, valorizzazione e riuso degli immobili e dei territori, nonché per pensare ad innovative modalità di finanziamento per attuare progetti proposti dal basso riguardanti aree vaste, reti, interi brani di territorio.

Lo sguardo dell’uomo ha trasformato il territorio in paesaggio, ha chiosato l’arch. Pesce, anzi in una rete di molteplici paesaggi sovrapposti ed interconnessi tra loro, ed è proprio questa complessa rete l’ambito di intervento dell’attività di pianificazione di area vasta. Perché vi sia paesaggio è necessario che vi sia uno spettatore e con l’ingresso nella World Heritage List il mondo intero è diventato lo spettatore delle nostre colline.

Questa riflessione è stata ripresa dall’arch. Fabrizio Aimar: il paesaggio plasmato dall’uomo si fa cultura e si modifica a contatto con le varie culture che si avvicendano e che lo vivono; una relazione virtuosa tra la conservazione della memoria storica ed i processi produttivi e turistici attuali è necessaria perché il territorio continui a vivere. Con questa consapevolezza si può tentare di favorire la resilienza dei territori, ovvero la loro capacità di riprendersi a seguito di alterazioni, siano esse di natura economica, sociale o ambientale, come accade ad esempio i cambiamenti climatici, che incidono anche sulle produzioni agricole vitivinicole. Aimar ha sottolineato, infatti, la rilevante criticità delle conseguenze di rottura dell’equilibrio climatico sul paesaggio e sull’organizzazione delle comunità.

Alla domanda di Pesce sull’applicazione delle linee guida di tutela dell’UNESCO da parte dei progettisti, Aimar ha riconosciuto una maggiore sensibilità e consapevolezza della popolazione e degli attori economici, ma ha rilevato che manca ancora un coordinamento degli interventi dei Comuni, ancora troppo difformi tra loro.

L’arch. Daniela Ciaffi, docente del Politecnico di Torino e vicepresidente nazionale di LABSUS, ha illustrato le finalità del Laboratorio per la Sussidiarietà: si tratta di un’organizzazione che si è fatta promotrice, a livello nazionale ed internazionale, della diffusione del principio della sussidiarietà orizzontale, contenuto nell’art. 118 della Costituzione, il quale prevede che “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.

Le persone sono portatrici non solo di bisogni ma anche di capacità, ed è possibile che queste capacità possano essere messe a disposizione della comunità per contribuire a dare soluzione, insieme con le amministrazioni pubbliche, ai problemi di interesse generale.

Sono più di 220 i Comuni italiani, grandi e piccoli che hanno adottato un Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni, strumento essenziale per la stipula dei Patti di collaborazione tra cittadini attivi, imprenditori ed istituzioni.

Lo scopo è di riconoscere il diritto di partecipazione dei cittadini singoli o associati alla gestione del territorio, principio già recepito dalla Regione Lazio con la legge sull’amministrazione condivisa. Questo significa che le amministrazioni si mettono al servizio dei cittadini nel lavoro di co-progettazione e co-programmazione.

Labsus organizza anche scambi con gruppi stranieri e Ciaffi ha mostrato un video della visita di professionisti francesi alle due realtà di Condove e Bologna, visibile sul sito www.labsus.org .

L’arch. Cristina Coscia, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Torino, ha quindi illustrato il progettoBottom Up!” (www.bottomuptorino.it), il festival di architettura di Torino organizzato dall’Ordine degli Architetti e dalla Fondazione per l’Architettura / Torino con l’obiettivo di favorire pratiche di trasformazione urbana dal basso, partendo dalle idee della comunità che possono realizzarsi con crowdfunding e con strumenti comunicativi. Sono stati selezionati dodici progetti (visibili sul sito), nei quali molteplici soggetti soggetti entrano in collaborazione tra loro per la realizzazione del progetto. Coscia ha evidenziato come nelle città non ci sia più soltanto il centro storico, ma multicentralità che vanno considerate: la centralità viene infatti creata dalla memoria, dall’esperienza e dall’espressione dei cittadini, un sistema di valori, il quasi dimenticato “genius loci”, che deve essere narrato e compreso per poter dare forma a nuovi brand identity del luogo. Se si parte da questa premessa si possono rilevare i bisogni trasmessi dai luoghi dei quali i cittadini si rendono consapevoli. Il punto di partenza è una “scintilla”, cioè il desiderio di trasformare e migliorare la comunità, forza in grado di aggregare molti cittadini per accompagnare e portare a buon fine il processo di crowdfunding. Il Comune di Torino ha aperto uno sportello apposito per questo servizio.

Per la scelta dei dodici progetti sono stati utilizzati come prerequisiti il ruolo centrale dell’architetto come mediatore tra i bisogni dei fruitori e la realizzazione del progetto, la sostenibilità del progetto per migliorare la qualità della vita anche sulla base dell’economia circolare, la capacità di auto-organizzazione dei cittadini, il rapporto tra pubblico e privato, le risorse economiche e la redditività dell’intervento, la committenza di più soggetti collegati, l’uso delle tecnologie e dell’innovazione.

L’ing. Marco Valle della società LINKS, che ha seguito la candidatura UNESCO delle colline di Langhe, Roero e Monferrato, è stato incaricato dalla Provincia di Asti per aggiornare il Piano Territoriale Provinciale. Valle ha ripreso il tema delle criticità dovute ai cambiamenti climatici per delineare la necessità di nuovi orientamenti per la gestione del territorio, individuando come filo rosso per la pianificazione il ruolo delle comunità. Infatti il principio del suo lavoro per il P.T.P. è la partecipazione delle comunità locali, attraverso questionari e consultazioni pensate per far emergere le varie problematiche, anche quelle derivati dalla pandemia. Si è realizzata una mappa degli immobili vuoti e si sta procedendo all’analisi territoriale GIS di rilievo e modellazione di dettaglio del territorio e del paesaggio ai fini della successiva progettazione. Questo lavoro di analisi preliminare risulta importante per definire i caratteri identitari del territorio, definiti dalla produzione agricola e dai borghi secondo l’assunto del riconoscimento UNESCO. La finalità della revisione del Piano è quella della riqualificazione dell’esistente, della manutenzione e caratterizzazione del territorio, del miglioramento della qualità dei servizi, così da salvaguardare il paesaggio vivente.

Il Vicesindaco di Asti e assessore all’Urbanistica Marcello Coppo ha criticato la burocratizzazione delle decisioni e dei progetti, e ha annunciato che il Comune di Asti, intendendo sveltire le procedure come ha già fatto per i provvedimenti sugli oneri di urbanizzazione, sta lavorando a modifiche delle norme di attuazione del Piano Regolatore Generale prevedendo regole di applicabilità veloce per favorire l’iniziativa privata nell’ottica della rigenerazione urbana.

 

 


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