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Video sul Tanaro 25 anni dopo l'alluvione

INTERVISTE DI BEPPE ROVERA, RIPRESE E MONTAGGIO DI CRISTINA FASOLIS

Il Festival del paesaggio agrario dedica una tavola rotondaIl fiume Tanaro: dall’alluvione alla valorizzazione naturalistica e turistica” venerdì 8 novembre alle ore 17 nella sede del Polo Universitario (Asti p. De Andrè) con Beppe Rovera, il sindaco Maurizio Rasero, il sindaco del 1994 Alberto Bianchino, Loretta Bologna Assessore Manifestazioni e Turismo Comune di Asti; Roberto Cerrato, direttore sito Unesco; Mauro Carbone direttore Ente del Turismo Langhe Monferrato Roero; Enrico Ercole Università del Piemonte Orientale; Alberto Maffiotti, dirigente Dipartimento Arpa Piemonte Sud - Est introdotta dal video “Il fiume che scorre accanto” di Beppe Rovera, videomaker Cristina Fasolis. L’incontro dell’8 novembre è un’occasione di fare il punto su come si è lavorato dopo l’alluvione e quanto c’è ancora da fare perché il fiume possa reggere le piene causate dai cambiamenti climatici.

Il video, di cui tiene il filo conduttore Sergio Miravalle, ha raccolto molte testimonianze e contributi di esperti sulla situazione naturalistica del Tanaro dall’alluvione del 1994 a oggi. Alberto Bianchino ripercorre le vicende del disastro ambientale sottolineando gli interventi di emergenza e di messa in sicurezza, Maurizio Rasero prospetta la ripulitura del fiume prevedendo interventi di scavo. Luciano Montanella e Giancarlo Trafano parlano delle loro battaglie in difesa del fiume e l’agronomo Doglio Cotto porta l’attenzione sulle problematiche della gestione naturalistica. Il geologo Duccio Platone afferma che il quadro normativo di pianificazione territoriale fatto dalla Regione Piemonte dopo l’alluvione è stato un esempio per altre regioni, anche se ci sono ancora difficoltà di attuazione. Laurana Lajolo ricorda lo sfondamento della linea del Tanaro operato dalle truppe naziste nella notte del 2 dicembre 1944. Mario Malandrone e Marco Devecchi propongono la prospettiva di sviluppo del parco del Tanaro per attività ricreative, sportive, turistiche e di rispetto della natura. Il fiume Tanaro è la via d’acqua che rappresenta una comunicazione naturalistica di Asti con l’albese e l’alessandrino.

C’è anche una memoria astigiana del Tanaro, come scrive Beppe Rovera sull’ultimo numero della rivista “Astigiani”:

“Provate a domandare in giro; i ragazzi, soprattutto, vi diranno che no, loro non ce l’hanno un rapporto vero col fiume. Mica come gli anziani che a Tanaro ci passavano magari le estati, ci andavano come a spiaggia, famiglie intere, barche, pesca, tuffi, giochi. 

Allegria, schiamazzi, i barcaioli con le pertiche, i pantaloni corti e le canottiere, i picnic all’ombra di salici e pioppi e il gorgogliare festoso del fiume sorvolato da aironi cinerini e bianchi, il raro airone rosso, la garzetta, il tarabuso e il tarabusino, le folaghe, le gallinelle d’acqua, il martin pescatore, il falco di palude... E, immancabili, i pescatori, a gruppi o solitari, con le reti e le canne ben strette o piantate nel terreno e lo sguardo perso a inseguire chissà quali fantasie in attesa che abboccassero cavedani, carpe o alborelle”.


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