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In Germania si canta "Bella ciao" (25-04-2020)

di: Maria Grazia Bologna

Norimberga: in una scuola materna della città che nel 1934, con il congresso del partito nazista, aveva visto il trionfo del nazismo e nel 1946, devastata dai bombardamenti, aveva assistito alla conclusione del processo ai criminali nazisti e alla fine del nazismo, nel marzo 2020 le insegnanti fanno ascoltare ai bambini Bella ciao, in segno di amicizia e solidarietà col popolo italiano provato dall’epidemia. Tra questi bambini una, Laura, cinque anni non ancora compiuti, capisce bene anche le parole della canzone. Suo padre, Dirk, è tedesco, sua madre, Anna, è italiana ed è mia nipote.

Tornata a casa Laura chiede alla madre che sono i partigiani. La madre le spiega, ma lei vuole sapere di più. E allora Anna mi scrive chiedendomi di raccontarle la storia dello zio Marco e della sua fuga avventurosa nel dicembre del ’44, nella nebbia, tra le vigne, per sfuggire alla cattura da parte dei nazisti.

Le rispondo inviandole anche alcuni allegati che parlano di un altro parente, il cugino VirgilioScioratto, partigiano garibaldino, fucilato ad Alba nel giugno del 1944.

Questa mattina Laura, a casa, perché anche in Germania ora le scuole sono chiuse, ha svegliato così suoi genitori: Buon 25 aprile!

E’ una piccola storia, ma ci dice che la memoria ha delle strade curiose per trasmettersi. E’ stato necessario che un canto ormai universale di libertà venisse proposto a bambini tedeschi in segno di solidarietà col popolo italiano; che una bambina avesse delle curiosità e chiedesse; che una mamma e una prozia si attivassero per recuperare la memoria, facendo così da ponte tra lei e quegli sconosciuti parenti di tre generazioni prima, perché questi potessero vivere ancora nel ricordo.

E ci dice anche che il canto di “Bella ciao”, che è risuonato in altre città tedesche (e non solo) può significare che è ancora possibile la speranza che si risvegli, soprattutto in questi momenti così duri per tutti l’esigenza di solidarietà, la volontà di reale unione in questa Europa, al di là di tatticismi, egoismi, populismi e sovranismi.

Tags: Germania, coronavirus, Festa della Liberazione

 


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