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Anziani al confino (21-04-2020)

di: Laurana Lajolo

Gli anziani sono diventati le vittime e ora gli ostaggi del virus. Primo tempo: avvertimento che gli anziani erano più a rischio di altre fasce di età. Secondo tempo: morti, tanti morti. Terzo tempo: tutti i vecchi (con o senza patologie) sono confinati in casa senza una data limite. Molti anche senza poter contare su badanti. Lo stesso provvedimento sarà esteso forse ai disabili.

Prima del virus gli anziani erano ambiti clienti del consumismo: dalle crociere ai cosmetici, dall’attività fisica agli apparecchi acustici, dai teatri e musei agli integratori energetici. E gli anziani erano fondamentali per le attività di cura per i bisogni dei familiari. Li si voleva tutti esasperatamente attivi.

Oggi il mercato dà la priorità al produrre rispetto al consumo (giustamente) e gli anziani diventano un ingombro da escludere fino a quando non diventerà conveniente per il mercato farli ridiventare consumatori. Gli anziani perdono diritti perché non sono produttivi. Eppure gli anziani, in un periodo di crisi economica così drammatica, percepiscono una pensione da spendere e possono essere molto utili all’economia familiare e all’assistenza dei nipoti.

La soluzione di confinare gli anziani perché è troppo oneroso provvedere alla loro salute, è l’unica praticabile? In sostanza chiudiamo la porta di casa e buttiamo via la chiave. La presidente della Commissione europea ha comunicato che potranno uscire solo a dicembre. Oppure si darà loro tra qualche tempo l’indicazione dell’app oppure del braccialetto elettronico, come quelli agli arresti domiciliari?

Qualche costituzionalista ha già scritto che limitando drasticamente la vita degli anziani si ledono i diritti alla persona di tutti. Questa è la sostanza del problema. Gli anziani sono così la cartina di tornasole dei diritti democratici?

Tags: anziani, diritti civili, coronavirus

 


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