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La filastrocca di Rodari (14-04-2020)

di: Laurana Lajolo

Ho incontrato Gianni Rodari quando faceva il giornalista all’Unità di Milano. Mio padre mi portava con sé in redazione e io giravo per gli uffici inventandomi mansioni da fattorino e portando i dispacci delle telescriventi ai giornalisti che dovevano scrivere l’articolo dell’indomani.

Mi piaceva molto quell’ambiente e io, come figlia di Ulisse, il direttore, ero trattata bene da tutti. Preferivo andare da Rodari, che allora si occupava delle notizie dall’interno. Era magro con meravigliosi occhi limpidi e la straordinaria capacità di parlare con i bambini, cosa non molto diffusa tra gli adulti. Quando entravo nella stanza mi salutava con un sorriso dolce e mi faceva delle domande. Io rispondevo, ma aspettavo soprattutto che mi raccontasse qualche storiella. Accanto alla sua macchina da scrivere teneva sempre un foglietto su cui annotava delle parole in rima.

Un giorno, avevo sette anni e sapevo leggere velocemente, guardai il foglio e imparai subito a memoria una filastrocca sul vigile, di cui ricordo ancora adesso una strofa: “Chi è colui che ferma la città con una mano/ ma, il vigile urbano”.

Orgogliosa di aver imparato in fretta quei versi, andai nell’ufficio di mio padre e gli recitai la filastrocca. Mio padre, che amava molto la poesia e volevo essere lui stesso poeta, mi fece i complimenti: “Brava, hai fatto una poesia”. E io, che ero amica di Rodari, gli dissi la verità. Lo convocò subito e lo incaricò di occuparsi di uno spazio per i bambini sul quotidiano comunista. E nel 1951 iniziarono le pubblicazioni del settimanale “Il Pioniere”, con i fumetti che avevano protagonisti Cipollino il proletario e Pomodoro il capitalista e con le sue filastrocche, che io leggevo in anteprima con grande soddisfazione e poi recitavo in pubblico alle feste dell’Unità.

Rodari cominciò così il suo lavoro di geniale educatore della fantasia per bambini, maestri, animatori e genitori, conservando un chiaro impegno politico e morale e dando un contributo fondamentale al rinnovamento della pedagogia e della didattica.


Gianni Rodari è nato a Omegna (NO) cento anni fa ed è morto a Roma 40 anni fa

Tags: Poesia, giornalismo, coronavirus

 


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