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L'opera al tempo del coronavirus (24-03-2020)

di: Pier Giorgio Bricchi, musicologo

In questo periodo siamo costretti a stare nelle nostre case per effetto del contagio del “coronavirus”, e questo lo proviamo tutti sulla nostra pelle. Naturalmente la TV ha scomodato i personaggi più noti al grande pubblico, perché ci convincano a restare nelle nostre dimore, a lavarci le mani, a non toccarci naso e orecchie, e così via… I vip dell’intrattenimento televisivo ci hanno anche rinfrescato la memoria e ricordato quante cose belle possiamo fare stando in casa: guardare la TV, giocare a carte, recuperare i giochi di società (tipo Monopoli…), qualcuno ha anche azzardato la possibilità di leggere un buon (?) libro. Nessuno, ovviamente, ha ricordato che, stando tranquillamente a casa propria, si può ascoltare la musica che si preferisce, e vederne anche gli interpreti.

Le mie inclinazioni mi indirizzano verso l’opera lirica, ma ritengo che le osservazioni valgano per tutti i generi musicali. Il primo consiglio che mi sento di dare è quello di recuperare l’ascolto della radio e, in particolare, della musica per radio come avveniva nella prima parte del secolo scorso fino agli anni ’50. In particolare, Rairadio 3 può soddisfare le più diverse esigenze, unendo a un’informazione essenziale e ad approfondimenti relativi all’attualità e alla cultura, la possibilità di ascoltare concerti e opere (per esempio il sabato sera è dedicato al melodramma). Inoltre sul canale televisivo Rai5, dedicato a musica, arte, scienze, film e documentari vari, c’è uno spazio dedicato all’opera la domenica mattina. Ora che siamo chiusi in casa, perché non approfittarne?

La clausura cui siamo costretti potrebbe spingerci a sentire o risentire i dischi (in vinile o CD) che tutti gli appassionati posseggono in maggiore o minore quantità. Non solo, ma sono certo che tutti abbiamo vecchi nastri, magari registrati in gioventù o dai nostri genitori o zii che potrebbero contenere sorprese delle quali ci eravamo dimenticati. Lo stesso per i video. Per far passare il tempo di quarantena e in attesa che il beffardo virus raggiunga il picco e ci lasci in pace, perché non rivedere le storiche ingombranti videocassette o i DVD che abbiamo dimenticati perché con la solita scusa: “Ne ho tanti, ma non ho il tempo per vederli!”. Ora di tempo ne abbiamo fin che vogliamo.

Chi ha Internet (cioè quasi tutti) sa che su youtube può trovare una quantità incredibile di concerti, opere complete o singoli atti o arie cantate dagli interpreti che più ci interessano che, nel caso dei più recenti, si possono anche vedere. Per esempio, chi è affezionato al Teatro Regio di Torino, nella speranza di tornarci, può intanto vedere o rivedere alcune produzioni che sono state filmate e che vengono trasmesse quotidianamente alle ore 18 collegandosi con streaming.

Chi ama la musica può approfondire la materia o tenersi aggiornato grazie anche a riviste (come www.adlculture.it) e alla ricca mèsse di (buoni) libri che riguardano biografie di artisti, analisi delle loro opere, raccolte di lettere (recentemente sono state édite tutte le lettere di Mozart e Verdi), guide all’ascolto dei capolavori classici e lirici. Lo stesso collegamento con Internet è fonte di notizie d’ogni genere che vanno però prese con beneficio d’inventario, posto che la redazione delle varie “voci” sono anonime.

Mi rendo conto che le mie osservazioni possono risultare banali, ma sono il tentativo di questo periodo anomalo che stiamo attraversando.

Tags: musica, coronavirus, streaming

 


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