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Poesia di Nazim Hilmet (12-03-2020)

di: Laurana Lajolo

Oggi ho riletto una poesia di Nazim Hilmet, poeta turco del ‘900 “comunista romantico”, tenuto a lungo in prigione per le sue idee politiche. Dalla feritoia della sua cella vedeva solo un piccolo lembo di cielo, eppure è riuscito a scrivere questi bellissimi versi, un’ispirazione per i tempi “lunghi e solitari” che stiamo vivendo in casa: “In me il tempo rimane come una rosa rossa odorosa…”:

C’E’ UN ALBERO di Nazim Hikmet

C’è un albero dentro di me

trapiantato dal sole

le sue foglie oscillano come pesci di fuoco

 e le sue foglie cantano come usignoli.

E’un pezzo che i viaggiatori sono scesi

dai razzi sul pianeta ch’è in me

parlano una lingua che ho udito in sogno

non ordini non vanterie non preghiere.

In me c’è una strada bianca

le formiche passano coi semi di grano

i camion passano col chiasso delle feste

ma il carro funebre – è proibito – non può passare.

In me il tempo rimane

come una rosa rossa odorosa

che oggi sia venerdì domani sabato

che il più di me sia passato che resti il meno

non importa.

Tags: Poesia, coronavirus, prigionia

 


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