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Art ‘900 - 100 opere della Collezione d’arte di Davide Lajolo

di: Presentazione

Lo scrittore racconta le opere degli artisti

A Nizza Monferrato, nel centro storico “patrimonio dell’umanità” Unesco, è ospitata l’esposizione permanente Art’900 - Collezione di Davide Lajolo, messa a disposizione del Comune dalla figlia Laurana.

La collezione consta di 100 opere (oli, tecniche miste, grafica, sculture) di artisti italiani contemporanei, disposta in tre sale espositive di Palazzo Crova.

Un legame speciale

Davide Lajolo, nato nel paese di Vinchio (a sette chilometri da Nizza), ha avuto un legame particolare con la città ed è stato il suo primo cittadino onorario. Comandante partigiano con lo pseudonimo di Ulisse, ha partecipato, nell’autunno del 1944, con le forze garibaldine e autonome, alla liberazione di quaranta comuni dell’hinterland che hanno costituito la Zona liberata dell’Alto Monferrato (ottobre-dicembre 1944). Il 23 aprile 1945, con i suoi garibaldini, ha liberato Nizza e la città è medaglia d’argento ai valori della Resistenza.

Durante le ferie d’agosto al paese natale, Lajolo frequentava Nizza ogni giorno, definendola “la mia capitale”. Per questo legame speciale Laurana Lajolo ha accolto con piacere la richiesta dell’Amministrazione di Nizza di ospitare a Palazzo Crova la collezione del padre, anche per dare un concreto contributo allo sviluppo culturale della città dopo il riconoscimento Unesco.

Gli amici artisti

La collezione d’arte è il risultato dei legami di amicizia di Davide Lajolo con gli artisti italiani più significativi del Neorealismo e dell’Astrattismo, accanto ad alcuni autori Naif. La raccolta rispecchia la temperie degli avvenimenti storici e il dibattito sull’arte della seconda metà del Novecento. Direttore de “l’Unità” di Milano dal 1947 al 1958 Lajolo incontra i maggiori esponenti della cultura del suo tempo; come deputato al Parlamento (1958-1972) e membro della Presidenza della Camera, collabora con Sandro Pertini a implementare la collezione di arte contemporanea della Camera dei Deputati. Successivamente si dedica alla letteratura e alla critica d’arte, collaborando con le più importanti testate nazionali.

La collezione si configura come un dialogo, un incontro di idee, di esperienze, di sensibilità creative.

Tra lo scrittore e gli artisti avviene uno scambio culturale: Lajolo scrive presentazioni di mostre e saggi per cataloghi, in cui descrive l’opera d’arte interessandosi soprattutto alla personalità e alla storia di vita del pittore e dello scultore, e l’artista gli fa dono di un suo lavoro. Molti artisti operano a Milano e a Roma, ma Lajolo, guidato dall’amico Cesare Zavattini, lo sceneggiatore dei più importanti film del neorealismo italiano, va a incontrare anche i pittori naif emiliani, tra cui Ligabue.partigiani

L’allestimento

Il filo conduttore dell’allestimento è il dialogo tra lo scrittore e gli artisti: a guidare la visione delle opere sono le parole di Davide Lajolo dedicate ai diversi autori, punteggiate dalle copertine dei suoi libri, così da costruire un racconto insieme artistico e letterario. Ogni opera è corredata da una didascalia descrittiva in italiano e inglese.

Il racconto è articolato in nove sezioni, o meglio in otto capitoli.

  • La prima sezione, Partigiani, presenta sculture, opere pittoriche e grafica in un confronto tra i “mostri della guerra” e le lotte di liberazione con artisti come Guttuso, Fabbri, D’Andrea, Ferreri, Vacchi.
  • La seconda sezione rappresenta i nuovi protagonisti della democrazia: operai e contadini con il titolo Lavoratori, interpretati, tra gli atri, da Motti, Zigaina, Covili. 
  • La terza sezione è Terra con le ceramiche di Carlo Zauli.
  • La quarta sezione è dedicata ai Pittori contadini, i naif dell’Emilia con Nerone, Ligabue, Ghizzardi.
  • La quinta sezione è intitolata Figure e rappresenta la cifra identificativa dell’esposizione con Manzù, Carrà, Kodra, Treccani, Funi, Tranchino, Dova, Brindisi, Bodini, Sassu, per citarne solo alcuni.
  • La sesta sezione è dedicata alla Maternità rappresentata da Morando e Leddi, con accanto le sculture di Messina, Platone, Salvini.
  • La settima sezione è destinata alle Donne disegnate da Attardi, Cagli, Migneco, Vaglieri, Fanesi, Pizzinato, Rognoni e molti altri.
  • L’ottava,  Paesaggi, con Cazzaniga, Ferretti, Carrà, De Grada e altri, rimanda alla natura e alla campagna.

 

Accoglie il visitatore la testa in bronzo di Lajolo, opera di Unia e sculture di Cortellazzo e Fagioli.

L’ideazione è di Laurana Lajolo, che ha curato anche l’allestimento con l’aiuto di Claudio Cerrato, le traduzioni in inglese sono di Ada Carla Ratti.

 

 

 

 

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