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Monferrato astigiano

di: Laurana Lajolo

Il nuovo sito dell’ATL in via di completamento, www.visitlmr.it, dà un’indicazione riguardo alla promozione del territorio collinare dell’UNESCO, le cui peculiarità sono focalizzate non solo sull’enogastronomia ma anche su musei, castelli, siti archeologici. L’obiettivo del sito è quello di segnalare ai turisti italiani e stranieri il “buon vivere” in un territorio ricco di opportunità, che permette anche lunghi soggiorni, come hanno colto gli stranieri che hanno già comprato casa.

Il sito dovrebbe, però, evidenziare di più le singole peculiarità, per esempio quelle del patrimonio storico e culturale del centro storico di Asti. Sfogliando il sito manca ancora il calendario degli appuntamenti, e, in particolare, il riferimento agli scrittori, che con le loro pagine letterarie sono stati gli affascinanti “costruttori” del mito delle colline vitate e dei loro contadini.

Bisognerebbe affinare la capacità di narrare, tra tradizione e innovazione, il paesaggio agrario e quello umano, così come sottolinea il riconoscimento UNESCO: “le colline ben coltivate offrono un panorama armonico di vigne, cantine e di piccoli paesi, una realtà molto complessa dal punto di vista urbano e rurale, riconosciuta di valore universale dal punto di vista ambientale, architettonico e produttivo”.

Abbiamo un paesaggio unico, ricco di significati che non sono ancora, però, pienamente compresi dagli abitanti, dagli imprenditori e dagli operatori turistici. Il sito apre una “porta” ma bisogna ancora strutturare bene le “stanze”.

I comuni di Acqui Terme, Ovada e Casale Monferrato, in collegamento con i paesi, hanno lanciato un progetto di promozione del territorio e dei prodotti con il marchio “Gran Monferrato” sotto l’egida della Camera di Commercio di Alessandria e di Asti. Annuncio interessante.

E nel Monferrato astigiano cosa sta succedendo?

Ogni giorno ci sono iniziative di singoli comuni, che non si collegano tra loro. Mantenendo questa parcellizzazione non si può fare una promozione all’esterno e programmare soggiorni più lunghi di un pranzo, di una passeggiata, di una biciclettata.

Perché i comuni astigiani più grandi e la Provincia non riescono a comunicare con le comunità più piccole circostanti? Anche le Unioni collinari stanno soffrendo una crisi di rappresentanza dei comuni aderenti.

L’ATL di Alba e Asti sta procedendo a una programmazione turistica, ma il Monferrato astigiano fa molta fatica a riconoscersi con le sue peculiarità nell’ambito di un contesto più vasto. Eppure le qualità e le potenzialità del territorio ci sono, ma i campanilismi sono ancora troppo accentuati e le singole manifestazioni fanno fatica a diventare patrimonio condiviso.

I tempi sono molto propizi ad attrarre nuovi turisti che sentono il bisogno di vivere la campagna, ma diventa essenziale, come si è detto più volte, valorizzare itinerari coordinati e integrati di proposte culturali, enogastronomiche e di tempo libero.

E soprattutto diventa sempre più decisivo saper narrare le tradizioni, l’agricoltura sostenibile, la specificità del nostro paesaggio.

Tags: Unesco, turismo, paesaggi vitivinicoli Langhe-Roero e Monferrato

 


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