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Effetto Covis sulla qualità dell’ambiente

di: redazione

Il rapporto tecnico, appena pubblicato da Arpa Piemonte, prende in esame le variazioni delle pressioni emissive, meteorologia e stato della qualità dell’aria per verificare l’influenza dei provvedimenti riguardanti l’emergenza COVID-19. Nel periodo marzo-aprile 2020 le emissioni inquinanti in atmosfera registrano una significativa diminuzione degli inquinanti PM10 primario e ossidi di azoto rispetto alla norma degli altri anni..

PM10 primario
Le quantità totali emesse fino alla prima metà di aprile sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto a quelle che si sarebbero avute nello stesso periodo in assenza di lockdown, in quanto la riduzione del contributo da parte dell’industria e del trasporto stradale è stata compensata dall’aumento complessivo delle emissioni da riscaldamento domestico. A partire dalla seconda metà di aprile si osserva una riduzione delle emissioni legata principalmente alla diminuzione del traffico stradale.

Gli ossidi di azoto

Nel caso degli ossidi di azoto dovuto al traffico veicolare la riduzione delle emissioni arriva sino al 30% rispetto alla situazione di assenza di lockdown con un netto miglioramento della qualità dell’aria.

Le concentrazioni medie del PM10 mostrano una lieve tendenza alla diminuzione rispetto a quelle rilevate nello stesso periodo degli anni dal 2012 al 2019; nell’ultima parte del mese di marzo agli effetti del lockdown si sono sovrapposti in alcune giornate fenomeni contingenti – dapprima di formazione secondaria di particolato e successivamente di trasporto a grande scala di polveri provenienti dall’Est Europa – che hanno provocato episodicamente un aumento delle concentrazioni.
Va però sottolineato che nel periodo di lockdown è registrato un calo significativo delle concentrazioni più elevate di PM10, con una sensibile diminuzione del 75° sia nel mese di marzo che nel mese di aprile.

Il biossido di azoto mostra una netta diminuzione rispetto al periodo di riferimento 2012-2019 con concentrazioni al di sotto dei valori medi del periodo e spesso su livelli inferiori anche ai minimi di riferimento.
Considerazioni analoghe valgono anche per benzene e monossido di azoto, anch’essi originati prevalentemente dal traffico autoveicolare.



Tags: inquinamento atmosferico, coronavirus, statistica

 


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