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Osservazioni sulla normativa del patrimonio culturale

di: Consiglio Superiore Beni Culturali E Paesaggistici (estratto)

Il Consiglio Superiore formula le seguenti osservazioni preliminari sulla semplificazione normativa e amministrativa in materia di patrimonio culturale, riservandosi di elaborare proposte o esprimere pareri specifici quando sarà reso noto un testo normativo da parte del Governo, intervenendo sui seguenti ambiti:

  1. Esclusione di sanatorie, condoni e automatismi autorizzativi.
  2. Procedimenti acceleraticarenza di organico.
  3. Liberalizzazioni amministrative.
  4. Revisione del codice dei beni culturali.
  5. Radicale semplificazione delle norme e delle procedure di aggiudicazione dei contratti.
  6. Semplificazione delle norme e delle procedure di contabilità.
  7. Semplificazione degli obblighi informativi esterni ed interni.

E sostiene l’esigenza di una semplificazione che non depotenzi la capacità di assolvere efficacemente alla missione istituzionale dell’amministrazione richiede che:

a) siano sanati i vuoti ormai assolutamente inaccettabili di personale;

b) siano semplificati radicalmente i procedimenti contrattuali, le procedure e le norme contabili e gli oneri informativi dai quali è gravata l’amministrazione;

c) si forniscano agli uffici gli strumenti informatici ormai imprescindibili per poter operare, ovvero: banche dati dei vincoli, aggiornate e interoperabili a livello nazionale; banche dati del patrimonio tutelato; digitalizzazione degli archivi delle Soprintendenze con particolare riguardo ai fascicoli dei soggetti e dei beni tutelati; piena informatizzazione delle comunicazioni con i cittadini e con le altre amministrazioni;

d) si lavori in un’ottica interistituzionale per una ricomposizione e velocizzazione dei procedimenti che vedono coinvolte più amministrazioni (come le VIA e le Conferenze di servizi): questo risultato non si ottiene rendendo il ruolo del Ministero ancor più ininfluente di quanto già sia stato fatto con norme precedenti, introducendo cioè un ulteriore abbattimento dei tempi previsti per l’intervento delle Soprintendenze, ma pretendendo, anche con strumenti cogenti, una reale collaborazione e un corrispettivo rispetto dei tempi da parte delle altre amministrazioni coinvolte nel procedimento;

e) nel rapporto con i cittadini, gli enti e le imprese non si tenda a “mettersi in un angolo” come un ospite scomodo, ma si operi secondo una visione di tutela partecipata e condivisa che faccia sentire tutti i soggetti coinvolti (siano essi proprietari, possessori, detentori, fruitori di beni culturali o comunità) non solo portatori di interessi specifici ma anche di un interesse pubblico generale che ognuno deve contribuire a difendere e tutelare.

La complessità della situazione, resa ancor più emergenziale dagli effetti della pandemia, richiede un impegno di largo respiro, per la cui realizzazione potrebbe essere necessario il ricorso a strumenti normativi speciali, da adottarsi in nome di quella “eccezione culturale” che ha già giustificato, anche a livello europeo, l’adozione di misure imprescindibili a tutela del patrimonio culturale.



Tags: cultura, tutela del patrimonio, coronavirus

 


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