Venerdì 29 marzo 2019 - ore 15,30

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Un milione per i fiumi: qualche domanda

di: Beppe Rovera, consigliere comunale di Asti

Un milione di euro per ripulire a Tanaro e Borbore, eliminare gli isoloni, sfoltire gli alberi, portare via i detriti. La Regione Piemonte mette il Comune di Asti nelle condizioni di dare maggiore sicurezza rispetto a possibili nuove esondazioni in un tempo di emergenze ambientali ricorrenti a causa dei cambiamenti climatici. Soddisfatto il sindaco, così gli assessori competenti e quanti, come in un ossessivo tam tam, invocavano da tempo... pulizia, pulizia.

Ma, precisato che l’autorità idraulica competente, fino al ponte della Asti Lido, è l’Aipo e che l’amministrazione regionale si occupa invece delle concessioni demaniali in quei tratti, mentre nelle restanti parti è anche autorità idraulica, bisognerebbe intanto capire se quel finanziamento cospicuo riguardi il solo comune di Asti o non invece anche altre zone. Così come sarebbe interessante conoscere nei dettagli la scansione degli interventi concordati e per quale ripartizione di spesa. O se sia stata verificata l’esatta quantità del materiale da asportare dai due corsi d’acqua; è capitato che, proprio a causa di scarsità di materiale ritenuto interessante ai fini di un prelievo, le ditte interessate abbiano dapprima disertato le relative gare di appalto e successivamente si siano addirittura ritirate. 

Tanaro e Borbore sono fiumi da tenere sotto controllo, certo; sono risorsa e minaccia, oasi di natura e veicoli di scarichi inquinanti. Incutono timore quando solo piove un po’ di più, hanno dato refrigerio, ma anche fatto morti. Godevano dei loro percorsi, scavati in millenni zigzagando per i campi a valle di colline e qualche abitato; aspettano dall’alluvione del 1994 il completamento delle casse di espansione (ne è stata realizzata una e mezza sulle quattro previste) che consentano di sfogare le piene mai così ricorrenti.

Ma, a che punto è, ad esempio, l’iter per i lavori di disalveo a suo tempo appaltati in destra Tanaro, tra i due ponti? Ancora: si è detto che Asti si è finalmente dotata di un piano di protezione civile: come e dove si può consultarlo? 

E poi: quali sono i protocolli di manutenzione delle opere, nonchè le procedure di allerta? Gli argini sono funzionalmente adeguati o no? 

È polemica ciclica e antica quella sull’effettiva utilità della pulizia dei fiumi.

Riporto qualche passo di un recente articolo del geologo torinese Fabio Luino, ricercatore del CNR: Asportare il materiale lapideo altera l'equilibrio del corso d'acqua, che nel giro di poco tempo, tenderà a ripristinare il profilo originario aumentando l'erosione sia a valle, sia a monte. Soprattutto, questa azione compromette la stabilità delle opere di attraversamento presenti. Spesso in passato abbiamo visto crollare dei ponti per il “sottoscalzamento delle pile” (il ponte della tangenziale di Biella sul Cervo nel 1993) fenomeno avvenuto proprio a causa di anomali approfondimenti del fondo alveo (in Cervo sino a 6 metri) dovuti all’asportazione per decenni di grandi quantitativi di materiale ghiaioso/ciottoloso da parte dei cavatori..

E poi: “L'abbassamento dell'alveo può determinare anche la riduzione di livello delle falde... Non saranno dunque i disalvei a salvarci dalle alluvioni… anche se la «visibilità» di questi interventi li rende molto popolari verso i cittadini che si aspettano delle azioni tangibili a protezione dei loro beni. Vedere un cantiere in azione o un tranquillo alveo abbandonato a sé stesso fa la differenza! E soprattutto porta consensi e voti.

 

 

Tags: ambiente, fiumi, sicurezza

 


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