Venerdì 29 marzo 2019 - ore 15,30

Piazza Leonardo da Vinci, 22 Asti

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L’esplorazione della bellezza della biodiversità

di: Associazione Terra, Boschi, Gente e Memorie

Il quindicesimo Quaderno di Muscandia

Il Quaderno n. 15 di Muscandia offre l’opportunità di un nuovo straordinario viaggio dedicato all’esplorazione approfondita della bellezza, del paesaggio, dell’ambiente, degli ecosistemi, della biodiversità, della storia, della cultura, dei colori e dei sapori che il territorio collinare del Piemonte racchiude.

Il volume si apre con un saggio di Franco Correggia (curatore della collana) che, dopo aver delineato un sintetico quadro d’insieme della crisi ecologica globale (cambiamenti climatici, acidificazione degli oceani, sovrappopolazione, perdita di biodiversità, deforestazione, desertificazione, distruzione di ecosistemi terrestri e marini), passa a considerare come troppo spesso anche nelle nostre campagne piemontesi, queste drammatiche criticità vengano affrontate in modo incoerente, contraddittorio, rassegnato e, in ultima istanza, autolesionista.

Sezione naturalistica

La sezione naturalistica del Quaderno è  particolarmente ampia. Si parte con un lavoro del genetista Piero Belletti che mette in evidenza il ruolo cruciale delle popolazioni marginali come serbatoio di biodiversità intraspecifica, illustrando l’interessante e singolare caso di un nucleo isolato di pini silvestri situato nel territorio di Passerano-Marmorito. Seguono quindi tre contributi di carattere floristico. Il primo, a firma del botanico Lorenzo Gallo, è un’approfondita ed esauriente sintesi delle conoscenze attuali sulle specie della famiglia Crassulaceae presenti sui rilievi centrali del Piemonte. Il secondo, sempre di Lorenzo Gallo, riguarda la prima segnalazione del recente inselvatichimento sulle Colline del Po della specie vegetale esotica centroamericana Mirabilis jalapa. Nel terzo, Franco Correggia, Paola Grassi e Maria Luisa Garesio rendono noto il ritrovamento, nel settore nord-occidentale della provincia di Asti, di nuove stazioni di tre rare orchidee spontanee.

Numerosi e di estremo interesse anche i contributi sulla fauna. Il primo dei biologi Marco Isaia, Ivan Franco, Enrico Caprio, Paolo Pantini e Arthur Decae  fornisce un quadro inedito, aggiornato e molto approfondito delle attuali conoscenze sulla morfologia, l’ecologia e l’etologia dei ragni migalomorfi italiani, con particolare riferimento al genere Nemesia e alla sua distribuzione in Piemonte. Quindi, gli entomologi Giorgio Baldizzone e Renato Barbero descrivono il ciclo biologico del lepidottero defogliatore Orgya antiqua, partendo da una massiccia infestazione delle sue larve a danno di siepi della rosacea Pyracantha coccinea, documentata di recente alla periferia di Asti. L’entomologo Gianni Allegro trasmette le emozioni derivanti dalle sue ricerche sui carabidi condotte per anni sul Bric Puschera, la cima più alta della Langa Astigiana. Guido Giovara e Chiara Ghi  del Centro Recupero Animali Selvatici della LIPU di Tigliole d’Asti, illustrano le attività che questo questo centro di eccellenza della Regione Piemonte svolge a favore della fauna selvatica. Sono pubblicati anche due straordinari portfolio fotografici: il primo è del fotonaturalista Attilio Alessio, che documenta un’ampia varietà di uccelli (alcuni rari per gli ambienti collinari piemontesi) e diversi mammiferi selvatici osservati nel territorio di Montiglio Monferrato e Montafia (Astigiano nord-occidentale). Il secondo è del naturalista e fotografo Fabrizio Moglia, che ritrae scene della vita notturna del tasso, elusivo e affascinante mustelide dei boschi piemontesi; alle immagini è associato un testo elaborato da Franco Correggia che descrive l’eco-etologia di questo carnivoro.

Territorio astigiano

La parte centrale del volume ha come oggetto il territorio astigiano nella complessa gamma delle sue declinazioni ambientali, paesaggistiche e culturali. Il primo contributo è di Franco Correggia, studioso dei sistemi collinari astigiani, che propone due itinerari di campagna che consentono di leggere gli aspetti salienti inerenti la biodiversità, gli ecosistemi, la geopaleontolo­gia, la flora, la fauna, il paesaggio, le testimonianze storico-artistiche e le tracce memoriali dell’ambito territoriale alto-astigiano. Il secondo è del sociologo Enrico Ercole, che descrive una selezione di peculiari “luoghi-vetrina” del Basso Monferrato astigiano, per le caratteristiche specifiche di diventare, percorsi di turismo esperienziale, sostenibile e responsabile.

Storia

Nella sezione storica il medievista Ezio Claudio Pia fornisce elementi per decifrare le dinamiche incardinate su criteri di inclusione ed esclusione che tra medioevo ed età moderna caratterizzavano la società astigiana, attraverso l’analisi del fitto reticolo di enti caritativi votati all’assistenza e alla cura della città di Asti. Quindi lo storico, paleografo e Accademico delle Scienze Gian Giacomo Fissore offre un’approfondita riflessione sull’Europa come luogo di imponenti e incessanti spostamenti di gruppi umani e popolazioni, in un quadro di continua instabilità  e incontro/scontro con il diverso e il nuovo dalla scala planetaria al microcosmo dell’Astigiano. Infine Beppe Moiso, curatore al Museo Egizio di Torino, ricostruisce la vita e l’attività di archeologo, egittologo e fotografo di Virginio Rosa, vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento (scomparso a soli ventisei anni) e fortemente legato a Mombarone, piccolo centro rurale della provincia di Asti.

Chiudono il volume un ricordo e un racconto. Il ricordo è quello che Ezio Claudio Pia dedica a Paolo De Benedetti, teologo, intellettuale e studioso astigiano di altissima caratura culturale e morale, scomparso nel dicembre del 2016. Con il suo racconto Mario Zunino, naturalista, biogeografo e scrittore, rievoca le atmosfere che nelle Langhe permeavano il mondo contadino di un tempo, con la sua durezza e la sua saggezza.

Sono presenti anche inserti fotografici ritraenti luoghi, oggetti, ambienti e segni delle campagne astigiano-monferrine, che scandiscono e intervallano la sequenza dei saggi e degli studi.

www.muscandia.it/

Tags: biodiversità, ecosistemi, regione Piemonte, colline

 


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