Venerdì 29 marzo 2019 - ore 15,30

Piazza Leonardo da Vinci, 22 Asti

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Un milione per i fiumi: qualche domanda

di: Beppe Rovera, consigliere comunale di Asti

Un milione di euro per ripulire a Tanaro e Borbore, eliminare gli isoloni, sfoltire gli alberi, portare via i detriti. La Regione Piemonte mette il Comune di Asti nelle condizioni di dare maggiore sicurezza rispetto a possibili nuove esondazioni in un tempo di emergenze ambientali ricorrenti a causa dei cambiamenti climatici. Soddisfatto il sindaco, così gli assessori competenti e quanti, come in un ossessivo tam tam, invocavano da tempo... pulizia, pulizia.

Ma, precisato che l’autorità idraulica competente, fino al ponte della Asti Lido, è l’Aipo e che l’amministrazione regionale si occupa invece delle concessioni demaniali in quei tratti, mentre nelle restanti parti è anche autorità idraulica, bisognerebbe intanto capire se quel finanziamento cospicuo riguardi il solo comune di Asti o non invece anche altre zone. Così come sarebbe interessante conoscere nei dettagli la scansione degli interventi concordati e per quale ripartizione di spesa. O se sia stata verificata l’esatta quantità del materiale da asportare dai due corsi d’acqua; è capitato che, proprio a causa di scarsità di materiale ritenuto interessante ai fini di un prelievo, le ditte interessate abbiano dapprima disertato le relative gare di appalto e successivamente si siano addirittura ritirate. 

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Il cultural Heritage tra conservazione e valorizzazione

di: Enrico Ercole, Università del Piemonte Orientale

Le tante discipline che definiscono il campo di studio

Il prof. Ercole, professore associato di Sociologia e dell’ambiente all’Università del Piemonte Orientale e presidente del Club Unesco per la provincia di Asti, si occupa anche di turismo culturale.

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Le siepi campestri

di: Mariuccia Cirio, imprenditrice agricola

Ecosistema e ruolo del viticoltore

L’analisi del paesaggio può essere considerata uno degli strumenti che permette anche al viticoltore di accedere ad una maggiore conoscenza del suo fondo ed alla valutazione dei condizionamenti ambientali. L’ambiente non è fatto solo da ciò che si percepisce direttamente, ma anche da un insieme di relazioni che legano tra loro diversi elementi e dalla loro evoluzione nel tempo. L’ecosistema è il modello più completo e operativo per riconoscere le conseguenze delle azioni antropiche sul mondo esterno.

L‘ecologia classica definisce l´Ecosistema come unità che include tutti gli organismi che vivono insieme in una data area, interagenti con l’ambiente fisico, in modo tale che un flusso di energia porta ad una ben definita struttura biotica e ad una ciclizzazione dei materiali tra viventi e non viventi all’interno del sistema.

Il sistema dei coltivi si può definire, quindi, come un agroecosistema„ cioè un ecosistema trasformato dall’agricoltura ai fini economici. E’ un complesso di sistemi naturali ed antropici interagenti, la cui qualità è influenzata, positivamente o negativamente, dalle modalità di gestione; non è in grado di automantenersi, e la sua esistenza dipende dall’attività antropica. Gli agroecosistemi sono soggetti ad una rapida evoluzione, perché negli anni i sistemi di coltura della vite sono molto cambiati.

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Ammalarsi di inquinamento

di: Alberto Colazilli, esperto di paesaggio e curatore parchi e giardini, Presidente Co.n.al.pa. onlus.

E’ ampiamente dimostrata la correlazione tra inquinamento e proliferazione di malattie neuro-degenerative e cardiovascolari e l’infrastruttura verde è assolutamente essenziale per tutelare la nostra salute. Le polveri sottili sono tra le principali cause della proliferazione di malattie neurodegenerative. Molti studi scientifici* hanno dimostrato una forte correlazione tra esposizione alle polveri sottili inferiori di diametro a 10 micron (un centesimo di millimetro) e alcune malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson. Per particolato fine e ultrafine si definiscono le particelle inferiori o uguali a 2,5 micron e definite PM 2.5. Il particolato fine è prodotto dalle emissioni di auto, industrie e agricoltura.  Possibili effetti di tossicità derivano da metalli pesanti come alluminio, rame, piombo, cobalto, cadmio, manganese, arsenico mercurio, e da pesticidi come organo fosfati e organo clorurati, antimicrobici come parabeni, clorofeni e triclosan oltre a inquinanti ambientali.  

Malattie neurovegetative

Maggiori sono se le esposizioni al particolato ultrafine e più gravi sono i danni al cervello, non soltanto tra gli anziani ma anche in età giovanile. Gli studi hanno dimostrato che un cervello fortemente esposto a polveri sottili mostra formazioni di placche simili a quelle dell’Alzheimer. Secondo uno studio pubblicato su “Translational Psychiatry”:  “l’esposizione al particolato fine e le interazioni di quest’ultimo con gli alleli del gene che codifica per l’apolipoproteina E (Apo E) contribuiscono ad accelerare l’invecchiamento cerebrale e favoriscono l’insorgenza dell’Alzheimer.” Tale ricerca è stata condotta dalla University of Southern California, esaminando gli effetti neurodegenerativi dell’inquinamento.  Secondo il Centro Parkinson e disturbi del movimento dell’Ircss San Raffaele di Roma ci possono essere correlazioni tra la malattia e alcuni inquinanti ai quali si è più esposti e che possono giocare un ruolo importante nell’evolversi della malattia.
Nel 2016 ricercatori dell’Università di Harvard, tramite la rivista “Environmental Health Perspectives”, hanno spiegato come l’aumento della concentrazione nell’aria del particolato fine e ultrafine può accrescere il rischio di ricoveri per una malattia neurodegenerativa.
In Francia, con decreto 665/2012, la malattia di Parkinson è stata inserita tra le patologie professionali agricole. Sono tanti gli studi che correlano un aumento del rischio  in merito all’utilizzazione  degli insetticidi organo clorurati.

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L’esplorazione della bellezza della biodiversità

di: Associazione Terra, Boschi, Gente e Memorie

Il quindicesimo Quaderno di Muscandia

Il Quaderno n. 15 di Muscandia offre l’opportunità di un nuovo straordinario viaggio dedicato all’esplorazione approfondita della bellezza, del paesaggio, dell’ambiente, degli ecosistemi, della biodiversità, della storia, della cultura, dei colori e dei sapori che il territorio collinare del Piemonte racchiude.

Il volume si apre con un saggio di Franco Correggia (curatore della collana) che, dopo aver delineato un sintetico quadro d’insieme della crisi ecologica globale (cambiamenti climatici, acidificazione degli oceani, sovrappopolazione, perdita di biodiversità, deforestazione, desertificazione, distruzione di ecosistemi terrestri e marini), passa a considerare come troppo spesso anche nelle nostre campagne piemontesi, queste drammatiche criticità vengano affrontate in modo incoerente, contraddittorio, rassegnato e, in ultima istanza, autolesionista.

Sezione naturalistica

La sezione naturalistica del Quaderno è  particolarmente ampia. Si parte con un lavoro del genetista Piero Belletti che mette in evidenza il ruolo cruciale delle popolazioni marginali come serbatoio di biodiversità intraspecifica, illustrando l’interessante e singolare caso di un nucleo isolato di pini silvestri situato nel territorio di Passerano-Marmorito. Seguono quindi tre contributi di carattere floristico. Il primo, a firma del botanico Lorenzo Gallo, è un’approfondita ed esauriente sintesi delle conoscenze attuali sulle specie della famiglia Crassulaceae presenti sui rilievi centrali del Piemonte. Il secondo, sempre di Lorenzo Gallo, riguarda la prima segnalazione del recente inselvatichimento sulle Colline del Po della specie vegetale esotica centroamericana Mirabilis jalapa. Nel terzo, Franco Correggia, Paola Grassi e Maria Luisa Garesio rendono noto il ritrovamento, nel settore nord-occidentale della provincia di Asti, di nuove stazioni di tre rare orchidee spontanee.

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La sesta estinzione di massa del pianeta

di: Il Club di Roma

Il Club di Roma, fondato nel 1968, è una associazione non governativa, non-profit, di scienziati, economisti, uomini d'affari, attivisti dei diritti civili, alti dirigenti pubblici internazionali e capi di Stato di tutti e cinque i continenti, che intende agire come catalizzatore dei cambiamenti globali, analizzandoli in un contesto mondiale e ricercando soluzioni alternative nei diversi scenari possibili con un approccio globale sistemico.

Il club si è riunito a Roma il 17 e il 18 ottobre e ha lanciato un messaggio che non è stato opportunamente raccolto: siamo precipitati nella sesta estinzione di massa della storia del pianeta, la prima causata da una sola specie. Si legge nella relazione finale “Come on” che i numeri testimoniano che il tempo della salvezza sta scadendo: quasi 8 miliardi di esseri umani, il 97% del peso di tutti i vertebrati viventi sulla Terra, mentre il restante 3% rischia l’estinzione.

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Il bosco incantato

di: Laurana Lajolo

Itinerario “Il mare verde” Riserva naturale della Valsarmassa

Il Bosco incantato è stato inaugurato 19 giugno 2016 in collaborazione con Parco Paleontologico Astigiano, Comuni di Vinchio e Vaglio Serrra, Cantina di Vinchio e Vaglio Serra; LIPU

con Faberlab di ISPSIA Castigliano Asti, Istituto “N. Pellati” di Nizza Monferrato, Scuola secondaria di primo grado “A. Dalla Chiesa” di Nizza Monferrato, partecipanti al PROGETTO SCUOLE PER L’UNESCO (Associazione culturale Davide Lajolo, Associazione Paesaggi Vitivinicoli Langhe-Roero e Monferrato, SiTI-Politecnico di Torino, Ministero Beni Culturali e TurIsmo).

Il progetto di riqualificazione naturalistica dell’appezzamento denominato Bricco di Monte del MareItinerario letterario di Davide Lajolo Il mare verde nella Riserva naturale della Valsarmassa ha migliorato la conservazione e la fruizione del bosco, riproducendo anche antiche funzioni, che ricordano la storia della vigna antecedente all’impianto della pineta.

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