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La Liberazione

di: Testimonianza di Davide Lajolo Ulisse

25 aprile ADLlogo anpi

Ormai l’ora della liberazione è vicina. Anche se le forze tedesche diventano più terribili nelle repressioni e i fascisti sempre più violenti, dietro ai partigiani si va schierando tutto il popolo.

Bisogna preparare un piano per l’occupazione di Nizza, di Canelli e di Alba. Sono i tre presidi che più disturbano soprattutto perché stanno al centro del nostro dispositivo. A tale scopo ci siamo già incontrati con Mauri, Balbo, Leo e Raimondo ed abbiamo deciso come iniziare l’azione.

Finalmente siamo noi partigiani a decidere sull’espugnazione di presidi e di città, non più il nemico. Ed è in tutti la certezza che il nemico non potrà tornare da dove lo ricacceremo.

Siamo in aprile. I prati si sono riempiti di margheritine, i presidi di partigiani.

La gente ha un viso allegro, i tedeschi stanno prendendole su tutti i fronti.

Nizza spunta nella notte. La luna ne illumina tutte le case, ne segna i posti di blocco da conquistare, la caserma, i fortini che sbarrano le strade.

L’ora X si avvicina. I garibaldini sono tutti ai loro posti. Con la radio da campo prendo gli ultimi accordi con Rocca che attacca Canelli e con Balbo e Mauri che sono di riserva. La notte è quasi passata. Sono quasi le quattro del 23 aprile, fra mezz’ora bisogna aprire il fuoco e avanzare sulla città

E al minuto preciso, le squadre si muovono, le mitraglie cominciano a cantare. Il nemico risponde ma debolmente, dalla collina si sentono gli autocarri rombare nella città. Stanno andandosene? Le pattuglie nostre sono ormai entrate in città e combattono per le strade. Dopo un’ora la città è in mano nostra.  

I primi contatti con la città liberata, ritrovarsi nelle sue vie dopo tanta vita randagia, senza aver paura delle fucilate alle spalle, ci procurano dentro un fremito di vita. Ci incantiamo davanti alle case, ai negozi, alla gente vestita normale. Come se trovassimo un mondo nuovo cui non pensavamo più di poter tornare.

Era la vita da lupi che finiva, la guerra terribile, la guerra civile che si avviava a conclusione: era soprattutto la sensazione che si riceveva a contatto con tutta quella gente che viveva con noi la gioia di quelle ore.  

E c’era il sole e attorno c’erano le colline illuminate, tutte le colline tante volte percorse nel vento, nella neve, col cuore in gola ed il terrore a martellarci le tempie.

Anche Canelli è caduta sotto l’assalto di Rocca.

Decidiamo di attaccare Asti nella notte. Anche la divisione “Giustizia e libertà” e gli Autonomi sono d’accordo con noi e dalle dieci a mezzanotte tutte le forze scendono per disporsi a raggiera attorno alla città. con la brigata “Marini” e la bloccano definitivamente Asti. Lungo tutta la riva del Tanaro, dall’altra parte sta il colonnello con i suoi azzurri e la divisione “Giustizia e liberta”.

Verso le ultime ore della notte del 24 aprile le prime pattuglie entrano in città rapide sparatorie ai posti di blocco. Le forze tedesco-repubblichine si sono già disperse.

L’accoglienza che ci riserba tutta la popolazione di Asti il 24 aprile, dal vescovo all’ultima donna di casa, ci dimostra che questo popolo ha veramente atteso, sofferto per quest’ora. Non c’è balcone, non c’è finestra dove non sventoli la bandiera della libertà.  

La guerra partigiana è finita con le ultime sparatorie sui tetti di Torino per scovare i cecchini fascisti che si sono nascosti dietro i camini e tentano di tirarci gli ultimi colpi alle spalle.

Saluto i miei ragazzi, i miei garibaldini. I loro visi, sui quali il sole, il vento, la pioggia hanno lasciato i segni, così come li ha lasciati la vita randagia di ribelli, mi stanno di fronte attenti e commossi: “Ecco il sole, ragazzi, c’è un gran sole. Questa volta è davvero venuta la primavera”.

Non ho mai voluto così bene alla vita. Non ho mai creduto così intensamente nella vita.


(brani tratti da D. Lajolo A conquistare la rossa primavera, Arethusa Asti 1945 ristampato BUR 1965. Libro of sul sito www.davidelajolo.it)

Nella foto: Ulisse e i suoi garibaldini in piazza del Duomo di Asti, 25 aprile 1945.

Tags: Festa della Liberazione

 


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