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Diario privato del segretario del comune di Asti Nosenzo

di: redazione

25 aprile ADLlogo anpi

23 aprile 1945. Ieri sera alle 23.45 aerei caccia bombardieri, dopo aver sorvolato a più riprese la città, gettavano degli spezzoni non incendiari. Un primo gruppo cadde sulle case di abitazione comprese fra la via Guttuari e corso alla Stazione ed un secondo gruppo in località Catena. Danni essenzialmente ai tetti con distruzione delle armature di travi e tegole. Nelle zone colpite si verificò la rottura generale dei vetri.

24 aprile 1945. Ieri verso le 23.30, in regione Valmanera (Duca) un numeroso gruppo della Legione Muti uccideva a colpi di arma da fuoco quattro partigiani prelevati dalle carceri. I loro cadaveri erano rinvenuti stamani. Verso le due di notte in frazione Quarto un autocarro germanico veniva attaccato dai partigiani. I tedeschi rispondevano al fuoco, ma rimanevano sopraffatti. I partigiani prelevavano il carro, i militari e pure i feriti.

25 aprile 1945. Ieri nelle prime ore del pomeriggio notavasi in città un insolito movimento di militari e di macchine che passavano a gran velocità, tosto si diffondeva la notizia che le Forze Armate Tedesche avevano ricevuto l’ordine di ripiegare su Milano e che pure le Forze Repubblicane dovevano ritirarsi. In poche ore le caserme si svuotavano, autocarri e ogni mezzo di trasporto erano requisiti per i militari e le loro famiglie che sloggiavano. Verso sera per le vie transitavano carretti a mano e biciclette cariche di materassa e valige che si dirigevano verso Porta Alessandria, ove già confluivano gli automezzi militari per la partenza. I tedeschi erano i primi a lasciare la città, quindi seguivano i repubblicani.

Un’ala dell’Ospizio Umberto I, occupata dalla Guardia nazionale repubblicana, veniva minata e la carica esplodeva due ore circa dopo la partenza della Guardia nazionale danneggiando in parte l’edificio. Anche qualche reparto della Fonderia Maina era minato e riportava gravi danni.

Presso la ditta Gerbi i repubblicani, forzate le saracinesche, asportavano un certo numero di biciclette ed altro materiale trovato in negozio; altre biciclette venivano prese a privati che rincasavano. Venivano pure svaligiate la oreficeria Cena in via Cavour e l’orologeria Valenzano in corso Vittorio Alfieri.

Alle ore 18 di ieri i primi elementi della 101ma brigata Garibaldina F.lli Bona Distaccamento Motta erano in Asti, dopo aver prelevato intero il posto di blocco fascista di corso Alba. Verso le 20.30 i restanti posti di blocco erano abbandonati ed i primi gruppi di partigiani cominciavano ad entrare in città, mentre erano in azione le squadre di Azione cittadina che cercavano di evitare la distruzione di opere e servizi pubblici. (...)

Il mattino di oggi, 25 aprile, la città appariva pavesata di tricolore, la popolazione irrompeva nelle strade esultante di gioia e straboccante di italianità inneggiando al Corpo Volontari della Libertà, al Comitato di Liberazione. Sfilavano per le vie cittadine le multicolori formazioni partigiane, capi ormai noti attraverso i loro nomi di battaglia.

Il Comitato di Liberazione si installava immediatamente in Prefettura ed incominciava la fattiva opera di organizzazione, disciplina e controllo della vita cittadina e di tutti i servizi.

Il Comitato di Liberazione fissava le seguenti cariche: Prefetto Enzo Giacchero, Viceprefetti Guglielmo Borgogno e Domenico Berruti, Preside della Provincia Giovanni Torta, Questore Giacomo Pastorino, Vicequestore Vittorio Rainero, Commissario Cassa di Risparmio Dario Botta, Sindaco Felice Platone, Vicesindaco Severo Alocco.

30 aprile 1945. Stamane verso le ore 10, in mezzo al tripudio di popolo ed a una selva di bandiere sventolanti sono entrati in Asti i primi reparti di truppe americane nonché ufficiali facenti parte della Missione inglese, che sono stati ricevuti in Prefettura dalle autorità.

Tags: Festa della Liberazione

 


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