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Contadini e partigiani

di: redazione

25 aprile ADLlogo anpi

Nell’estate del 1944, in coincidenza con l’avanzata alleata nelle regioni centrali, la Resistenza nell’Astigiano ha una grande espansione. Nell’autunno i partigiani hanno un ampio controllo di territorio intorno a Nizza Monferrato su una zona libera di una quarantina di Comuni, governati dai C.L.N. comunali.

Il 20 ottobre 1944 nella battaglia di Bruno e il 4 novembre a Bergamsco le formazioni partigiane con un’articolata strategia militare che va oltre alle tecniche di guerriglia, respingono l’attacco alla zona libera di reparti nazi-fascisti provenienti da Alessandria.

Il 29 ottobre 1944 i membri dei C.L.N. della provincia di Asti, di Nizza Monferrato, di Canelli, di Castelnuovo Belbo, di Mombercelli, di Rocca d’Arazzo, di Incisa si costituisce la GIUNTA POPOLARE DI GOVERNO con capitale a Nizza, poi trasferita ad Agliano per ragioni di sicurezza. I componenti della Giunta sono i rappresentanti dei partiti in collaborazione con le formazioni partigiane.

La Giunta prende provvedimenti per le Finanze, Affari interni, Difesa e approvvigionamenti militare, Trasporti e carburanti, Alimentazione a agricoltura. Giustizia, Economia e commercio, Rapporti con altre zone liberate.

La Giunta finì con il rastrellamento del 2 dicembre 1944, con un imponente schieramento di forze e di messi di reparti corazzati tedeschi e delle Brigate nere.

I partigiani e la popolazione contadina

La storica Anna Bravo, per la sua tesi di laurea (La Repubblica dell’Alto Monferrato, 1964). ha ricostruito le fasi della Giunta popolare di Governo e ha messo in evidenza il rapporto tra movimento di liberazione e popolazione contadina, attraverso la partecipazione alla Resistenza dei giovani contadini, che, nella lotta, acquisiscono la consapevolezza della natura della dittatura fascista che ha portato alla guerra.

Il sostegno della popolazione rurale alla Resistenza ha origine dalle cause materiali, che hanno investito i paesi rurali a livello sociale con l’arrivo degli sfollati e a livello militare con gli scontri bellici tra le case.

La crisi economica di approvvigionamenti e di commercio e le requisizioni forzate dei prodotti hanno indotto i contadini a ribellarsi e a scegliere il collegamento con i partigiani, che, nel Monferrato, sono i loro figli. I giovani di leva, rifiutando di rispondere ai bandi della RSI o di andare al lavoro coatto in Germania, vogliono difendere il loro paese e la loro piccola proprietà.

Per i contadini sostenere la lotta partigiana diventa, quindi, un’azione di sopravvivenza della propria famiglia in un’economia di sussistenza minacciata brutalmente dalla guerra.

Il paesaggio astigiano è poco adatto alla guerriglia perché non offre nascondigli naturali come in montagna, eppure proprio in quella zona si sono formate precocemente bande ramificate molto combattive e una fitta rete di CLN locali.

I giovani contadini danno vita alle bande e scelgono i comandanti provenienti dal loro stesso contesto sociale, esprimendo una leadership con forme organizzative antigerarchiche per difendere il territorio e della popolazione. I giovani partigiani si ispirano, dunque, alla cultura contadina tradizionale, ma diventano uomini nuovi superando la tradizione di non intrigarsi e trasformando la ribellione privata in insurrezione collettiva. Con il coraggio fisico trovano nuovi stili di vita, con i nomi di battaglia nuovi simboli, rompendo le consuetudini assumono nuove identità. Nella lotta emergono soggetti coraggiosi come gli eroi popolari della tradizione, che esprimono il senso della sfida del pericolo, ma anche la capacità di commuoversi  e di provare paura..

(Vd. A. Bravo, La Repubblica partigiana dell’Alto Monferrato, Giappichelli, Torino, 1964; I partigiani e la popolazione contadina in Contadini e partigiani. In Atti del convegno storico (Asti, Nizza Monferrato 14-16 dicembre 1985, Istituto per la storia della Resistenza della provincia di Asti, ed. dell’Orso, 1986)


L. Lajolo, Contadini e Partigiani: lo studio della Resistenza di Anna Bravo in www.davidelajolo.it /Laboratorio di Laurana).

Nella foto: La copertina del saggio di Anna Bravo sulla Repubblica partigiana.

Tags: Festa della Liberazione

 


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