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Diario di prigionia di Teresio Deorsola di Capriglio 1943-1945

di: redazione

25 aprile ADLlogo anpi

Teresio Deorsola è un contadino Capriglio (Asti) nato nel 1922. Nel settembre 1943 è nell’esercito italiano di stanza a Grasse in Francia. Viene fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e rinchiuso in un campo di internamento in Germania. Sono più di 600.000 gli internati militari italiani. Teresio tiene un diario sulla sua prigionia in un libretto che si costruisce da solo  con fogli di recupero trovati nel campo, che va dal settembre 1943 al febbraio 1945, quando gli viene riconosciuto la tubercolosi. Ritorna a casa, ma muore di quella malattia poco dopo a 24 anni.

Nel diario scrive giorno per giorno le condizioni di vita e di lavoro, il freddo, la fame e la fatica, manche i momenti in cui può lavare, riordinare la biancheria, ricevere pacchi da casa e qualche notizia dalla guerra, in mezzo ai bombardamenti che colpiscono anche la fabbrica dove Teresio lavora. Fa le sue note con precisione e semplicità. Ne pubblichiamo qualche brano. Chi vuole leggere tutto il diario www.davidelajolo.it/Librionline. Qui trovate “La guerra non finisce mai” di Laurana Lajolo (1993)

Pagine del diario di Teresio Deorsola

LA CATTURA

SETTEMBRE – GRASSE.

  1. Mercoledì ore 20 armistizio (sera). 9. ore 6 disarmato; 10. Mezzogiorno – mi presero il camion. 11 Dichiarato prigioniero, viaggio. 12 Festa di Capriglio. Ore 14 partenza da Grasse viaggio Cannes – Cherenof – Tolone. 13. Viaggio Marsiglia – Avignone, 14. Viaggio Lione e via.

SETTEMBRE – GERMANIA

  1. Viaggio Digione – Merz. 16. Arrivo giovedì – Limburg subito sistemato in campo di concentramento.
  2. Cominciò la naia – fame e freddo e dormire sul tavolaccio. 20. Ho avuto 4 o 5 giorni sempre mal di pancia con il mangiare porcherie.
  3. Finora noto la settimana più nera che abbia passato.

OTTOBRE – MAINZ

  1. Venerdì. Partenza da Limburg in 150 ore 18. Notte tristissima, ho lasciato tutti i compagni.
  2. Sabato. Arrivo a Mainz.
  3. Domenica. Ci sistemarono trattandoci abbastanza bene a dormire in un palazzo borghese con pagliericcio. Mangiare al mattino caffè pane e burro, a mezzogiorno brodo e alla sera patate. Clima migliore.
  4. Lunedì. A disposizione del Municipio di Mainz cominciarono a fare squadre di lavoro a secondo le classi operaie.
  5. Primo giorno di lavoro, ho lavorato con 150 a fare rifugi; 7 Giovedì – in dieci alla biblioteca a scaricare libri – bello.
  6. Sabato. Lavorato al museo, in due a servire i muratori, dopo mezzogiorno festa, pulizia alla Caserma. Oggi conta un mese di prigionia in Germania. I primi giorni sono stati brutti ed ora il tempo comincia a passare. L’Italia ha dichiarato guerra alla Germania.
  7. Venerdì. Ieri giornata bruttissima, lavorato in 6 alla Cittadella a scaricare mobili tutto il giorno. Mal di denti. Ho perfino pianto due volte. Questa mattina stavo molto male, ho chiesto visita e mi hanno lasciato a riposo. Giornata bruttissima. Nelle 48 ore 4 allarmi brevi durata totale circa 2 ore.
  8. Mercoledì. Finalmente dopo 52 giorni ho potuto fare il mio nome e spedito ai miei cari. Dal 5 settembre senza scrivere. Spero ricevano presto di avere risposta almeno tra un mese, di saperli tutti vivi.

NOVEMBRE - MAINZ

  1. Sabato. Dopo due mesi sono riuscito a farmi aggiustare i capelli. E la mia naia continua senza sapone, senza fumare, senza bere ne vino ne riso ne pasta, solo patate e cavoli. Questa settimana già cominciato il freddo a farsi sentire senza calze ne mutande e maglie. Come farò a passare l’inverno qui che il freddo è maggiore dell’Italia? Ma coraggio e calma, forse si aggiusterà se la salute mi accompagna. Una piccola speranza ce l’ho ancora, che finisca presto.
  2. Domenica. Lavorato fino a mezzogiorno allo scalo sotto una tormenta di pioggia gelata e sotto padroni crudeli che ci minacciavano di continuo. Mille maledizioni. Dopo fatto il bucato e la barba.

DICEMBRE – MAINZ

  1. Domenica. Riposo. Oggi ho lavorato per farmi un gilè per riparare il più grosso. Ho lavato. I Crucchi per punizione ci hanno fatto marciare per un’ora. Mille maledizioni, in questo modo riposo mai niente. Tre mesi oggi non so più notizie di Irma (la fidanzata). Ma chissà.
  2. Natale. Oggi si è crepato l’ascesso in bocca. Sono stato meglio. Ho risposto alla posta dei miei e ho scritto a Irma. I tedeschi ci hanno dato birra e biscotti. Io non mi sono alzato a letto, mi hanno portato tutto in branda. Che Natale! Ma ho scritto a casa salute ottima.

GENNAIO 1944 - OPEL

  1. Lunedì. Siamo partiti da Mainz. Km. 20 a piedi, viaggio faticoso. Arrivo alla fabbrica Opel alle 13, prima visione molto brutta. Circa 80 baracche abitate da Russi e Francesi e altri internati, così mi hanno infilato in una baracca. Appena mangiato ci hanno portato in fabbrica e ci hanno dato pala e via al lavoro. Ho ritrovato i miei amici di Mainz.
  2. Martedì. Sveglia alle 4.30, lavorato dalle 6 alle 18, nientemeno che 12 ore con la pala. Assistenti brutali, spingono, bastonano, urlano tutto quello che porta. La fabbrica è molto grossa. Basta che non vengano a bombardare. Sono capitato male ma molto male. Questa sera ho ricevuto una lettera da casa, ma sono disperato e fastidiato.
  3. Giovedì. Questa mattina anche con la febbre rauss al lavoro. Ho lavorato tutto il giorno a caricare vagoni al freddo. Sto male e l’unica consolazione è pararsi dalle botte. Chissà se verrà quel giorno?
  4. Venerdì. Ho ricevuto un pacco da casa e una cartolina da Irma. Tutto questo mi alza molto il morale.

FEBBRAIO - WIESBADEN

  1. Sabato. All’improvviso ci hanno tirato fuori 80 per una partenza. Ci hanno portato al bagno e disinfezione come le bestie dopo abbiamo versato tutte le robe della fabbrica e domani si parte.
  2. Domenica. Partenza ore 6. Quei vigliacchi ci hanno fatto stare senza pane. Giunti a Wiesbaden alle ore 10.30. Qui ci sono già 100 italiani.
  3. Lunedì. Sveglia alle 4.30, sul treno ci hanno portato in una grande fabbrica. Arrivati alle 6.30. Ci hanno preso i dati e ci hanno dato un pezzo di pane. Lavorato tutto il giorno con un saldatore elettrico per allenamento, al caldo.

MARZO – FABRICH MAN

  1. Giovedì. Lavoro di saldatore. Una signorina al lavoro mi ha dato un pezzo di pane e un pacchetto.
  2. Domenica. Oggi ho fatto un bel polentino, di nascosto, sulla stufa.
  3. Mercoledì. Anche questa sera la bufera delle bombe è finita. Sono le 11 e mezzo, un urgano di ferro e di fuoco tutto intorno a pochi Km. Qui siamo in un cattivo posto vicino a una fabbrica, nella baracca, senza rifugi.

MAGGIO – MAN

5.Venerdi. Come nel mese di aprile faccio anche i turni di notte. Oggi hanno chiesto chi era fascista e ci siamo segnati quasi tutti (non firmato però) ma chissà cosa penseranno di noi.

  1. Venerdì. Questa è una buona settimana, tutte le sere il marmittino bolle. Versato 110 marchi per casa ma chissà dove andranno a finire.

GIUGNO – MAN

  1. Martedì. Arrivano notizie da Roma e dello Stato di Francia. Ora speriamo che finisca presto.

LUGLIO – MAN

  1. Giovedì. Grosso allarme con infinità di apparecchi durato 3 ore e mezza han bombardato Opel.

SETTEMBRE

  1. Domenica. Da quando ci hanno detto che passiamo civili sempre si stringono di più i cerchi, ora per chi scappa c’è la fucilazione. Il nostro amico si trova a 150 km.
  2. Mercoledì. Buone novità dalla guerra – a quanto dicono deve finire presto.
  3. Sabato. Un altro giorno triste e pericoloso, allarme e preallarme cessarono. Non si capisce più niente, han rotto anche le linee elettriche, nemmeno le sirene possono più suonare.
  4. Sabato. Cose dell’altro mondo. Oggi niente lavoro. Sono arrivati un mucchio di autorità e cancher, ci hanno letto qualche sentenza poi ci hanno dichiarati civili.

NOVEMBRE – MAN

  1. Sabato. Oggi abbiamo fatto S. Martino. Ora siamo al villaggio internazionale proprio in fabbrica. Siamo in una baracca piena di cimici, di pulci, di pidocchi che fa paura.

DICEMBRE – MAN

1.Venerdì. Novità mai niente. Giorni bruttissimi. Si lavora tutto il giorno e alla sera sempre scuro. Sono stanco stufo di questa vita e bisogna ancora passare l’inverno.

  1. Sabato. MORTE VICINA. All’1.25 è toccato a noi, un bombardamento a tappeto sulla fabbrica. Una bomba è caduta e 5 m. da me. La baracca ha subito qualche avaria. Per questa volta la VITA E’ SALVA. MIRACOLO! Se non sono morto credo di non morire mai più.

FEBBRAIO 1945

  1. Venerdì. In baracca malato. Con la febbre alzarsi è brutto e si sta male. Sono andato a farci la barba al mio compagno malato. I Russi sono a 40 km. Da Berlino. Speriamo finisca presto. Misurato la febbre 38,6.
  2. Mercoledì. Misurato febbre 39 e poi sarà ancora aumentata. Sono stato molto male. Questa porca non vuol finire. E’ triste essere in questa condizione e lontano.

12 Lunedì. Oggi sto un po’ meglio, ma ho molta paura. Il mio compagno è agli ultimi giorni della sua vita.

  1. Martedì. Questa sera alle 5 e mezza è morto il mio amico. Tubercoloso. Ora tutta la sua roba è stata bruciata. Io da 15 giorni ho la febbre. Ho paura della brutta malattia. Domani mi fanno la visita.
  2. Venerdì. Giornata crudele, la più crudele della mia vita, del mio porco destino. Sono stato a Mainz ai raggi. Sono stato riconosciuto…

PAGINA STRAPPATA. Il diario si interrompe qui.

Tags: Festa della Liberazione

 


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