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Libertà e responsabilità

di: Marisa Ombra

25 aprile ADLlogo anpi

TESTIMONIANZA DI MARISA OMBRA Partigiana LILIA

Avevo diciassette anni quando ciclostilai il primo volantino contro la guerra e il fascismo. Ne avevo diciotto quando i tedeschi occuparono l’Italia. Ne avevo diciannove compiuti da poco quando superai il posto di blocco controllato dai fascisti divenuti nel frattempo “repubblichini”, alleati dei tedeschi, ed entrai nella “terra di nessuno” che separava l’Italia occupata dai tedeschi a quella controllata dai partigiani.  

Non c’era proporzione fra la mia piccolissima vita e l’immane disastro che stava avvenendo là fuori.

Improvvisamente ero adulta e responsabile di me stessa. Questo sentimento si accompagnava a una sensazione di straordinaria libertà.

Libertà e responsabilità sono stati i sentimenti più forti che mi hanno accompagnato lungo tutto il periodo della Resistenza. Tutto sommato anche dopo

Corpi maschili e corpi femminili vissero per molti mesi mescolati. Corpi esposti al pericolo e alla morte, oltre che alle difficoltà di soddisfare i bisogni più materiali, come ripararsi dal freddo, dormire, mangiare. Corpi importanti come non mai, perché erano, prima di tutto, il mezzo per conseguire uno scopo di importanza capitale.

Nella Resistenza, noi donne per la prima volta non ci siamo sentite madri né figlie, piuttosto persone che insieme ad altre persone stavamo facendo qualcosa che semplicemente andava fatto. E questo nostro fare era considerato con molto rispetto. In questo fare però noi mettevamo un sentimento abbastanza diverso da quello che legava i ragazzi tra loro. Quello dei ragazzi si poteva chiamare cameratismo, il nostro aveva probabilmente a che fare con quel materno che segna l’identità sessuale della donna, che la fa pensare, sentire, percepire il mondo in termini di vita e di creazione e semplicemente le vieta di pensare e sentire, vivere il mondo in termine di morte e distruzione. Su questo, credo, varrebbe la pena di pensare più a fondo perché ci aiuterebbe forse a capire come mai le donne oggi hanno tanta resistenza a parlare di pace e di guerra. 


Nella foto:  Marisa e Pini Ombra,1946.

Tags: Festa della Liberazione

 


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