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Remo Dovano (Donovan)

di: redazione

25 aprile ADLlogo anpi

Di anni 24, operaio. Nato a Torino il 21 aprile 1920, residente ad Asti con i genitori. Operaio alla cui Way-Assauto di Asti, milita nel gruppo comunista di fabbrica; ha una prima esperienza partigiana nella zona di Borgo San Dalmazzo (Cuneo) tra il novembre 1943 e il febbraio 1944 nelle file della VIII Divisione Garibaldi "Asti". Dopo lo sbandamento del suo gruppo rientra ad Asti s'inserisce in una formazione delle Squadre d'azione patriottica (SAP). Arrestato a Borgo San Pietro nella notte tra il 30 aprile ed il 1º maggio 1944 mentre insieme ad alcuni altri operai affigge manifesti contro la guerra e di esortazione a uno sciopero dimostrativo: "Hanno fatto per sei ore la tortura della sete dopo avergli fatto ingoiare un etto e mezzo di acciughe con su un etto di sale. Lo hanno poi costretto per 36 ore a stare sdraiato su un tavolaccio colla spina dorsale contro lo spigolo e la testa in giù ed un peso alle gambe" (dal notiziario diffuso all'epoca dall'organizzazione clandestina comunista di Cuneo). Col volto tumefatto e incapace di reggersi in piedi, Dovano è posto a confronto con tre operai comunisti - Dario Carosso, Valerio Fresia e Pierluigi Miroglio - che nega di conoscere.

Nell'imminenza della morte, oltre a scrivere una lettera di seguito pubblicata, compone una poesia dedicata alla fidanzata Rina: "Amor… sublime ameno/In tali istanti ci favelli al cor/A! sì mio volli essere/Io tuo, tu mia consorte/Avrai più l'alma intrepida/Il braccio avrò più forte;/Ma pur nella pagina/Dei miei destini è scritto/Ch'io resti fra le vittime/Del ferro ostil trafitto - Dovano Remy - Addio Rina - Rina Addio".

All'alba del 4 maggio viene fucilato al poligono di tiro di Sessant, una frazione alle porte di Asti. Decorato con medaglia di bronzo al valore militare alla memoria. "Partigiano combattente, pur esente da obblighi militari, partecipava volontariamente fin dall'inizio alla lotta partigiana delle bande SAP operanti nell'Astigiano, e si distingueva in azioni di guerriglia, recupero ed occultamento di armi nella zona di Borgo San Dalmazzo. Durante una missione operativa veniva catturato unitamente ad altri partigiani e, benché sottoposto a crudeli torture, assumeva su di sé ogni responsabilità salvando così la vita ai suoi commilitoni. Condannato a morte affrontava il plotone di esecuzione offrendo agli ideali, che così tenacemente aveva difeso, la sua giovane esistenza. - Asti, 4 maggio 1944".


Cara Rina,

ti scrivo queste mie ultime parole e questa mia ultima lettera per dirti che ti amerò sempre come io ti ho amata e che il mio ultimo pensiero è per te, perciò ti prego di conservare questa mia ultima e di perdonarmi se qualche volta ti ho fatta arrabbiare, ma non è cattivo e tu lo sai, ma il destino è stato crudele e ci ha separati in questa vita ma ci unirà nell'altra. Però non piangere perché oltre tuo padre ci sarò anch'io che veglierò sulla tua felicità, perciò ti prego di essere sempre gaia e felice come lo sei sempre stata sino ad ora, solo una cosa ti voglio chiedere, di non dimenticare, vero? e di conservare sempre questo mio piccolo oggetto che ti invio, e il mio ultimo sospiro sarà per te.

Chi sempre ti ha amata e sempre ti amerà anche nella morte.

E ricordati di quel mio piccolo biglietto che ti dissi e che ti scrissi prima del nostro ultimo addio. Ti invio queste mie ultime rose rosse che si muteranno in tante gocce di sangue e ricordati che io affronto la morte con serenità.

Ti invio un mio ultimo bacio sperando che tu lo accetti come hai accettato tutti gli altri.

Addio, tuo affezionatissimo Remo.

Tags: Festa della Liberazione

 


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